CULTURA

Dialogo con gli scrittori

Si può essere davvero liberi in un mondo iperconnesso?

Il futuro controllato dall'intelligenza artificiale
luigi ballerini (foto ufficio stampa)
Luigi Ballerini (foto ufficio stampa)

Myra può darti davvero tutto quello che vuoi: i vestiti giusti, i contatti che desideri, tutti i like che possono renderti felice. Myra ti risponde immediatamente se non sai che film guardare, quale vestito indossare. Addirittura, può scegliere la ragazza o il ragazzo che fa per te. Myra, infatti, è un iper-avanzato sistema operativo integrato nella vita di ogni cittadino e sa tutto quello che c’è da sapere per soddisfare ogni necessità. Così non c’è più bisogno di affannarsi per cercare risposte e neppure per conoscere persone nuove: tutto è sotto controllo. Ma questo non va bene per niente a Vera, la protagonista del nuovo libro di Luigi Ballerini, Myra sa tutto (Il Castoro Editore, 2020, Euro 15,50, pp. 256. Anche Ebook). Vera, infatti, nonostante la sua giovane età, si rende conto ogni giorno di più che non si può vivere sotto l’occhio costante del sistema, nella totale condivisione social della propria vita. Comincia a chiedersi a cosa sta rinunciando e la domanda diventa ancora più impellente quando Myra gli fa incontrare Ale, un ragazzo che pian piano comincia a condividere il fastidio di Vera per una vita senza scossoni. Vera e Ale, assieme ad altri ragazzi, intraprenderanno allora la strada più difficile, quella che porta a scegliere da soli e a risvegliare le coscienze. Ma non è per nulla facile sfuggire al controllo di Myra e ribellarsi, nel mondo di Vera e Ale, comporta un costo molto, molto alto.

Avvincente e sostenuto da un bel ritmo narrativo, l’ultimo romanzo dello psicanalista Luigi Ballerini ci porta a interrogarci su quello che accade nel momento in cui affidiamo il controllo della nostra vita alla tecnologia. Il rischio è di ritrovarsi immersi da un meccanismo subdolo come ci spiega proprio Ballerini: "La domanda centrale che pongo nel mio libro è: 'Che cosa siamo disposti a concedere in cambio di un po’ di comodità?'. Spesso concediamo molto, soprattutto in Rete, con grande ingenuità, pensando che tutto sia gratuito e che non ci siano secondi fini. Ci divertiamo a partecipare a sondaggi in cui magari ci vengono fatte domande all’apparenza innocue. Intanto però ci registriamo con la nostra mail, diamo la nostra età, parliamo dei nostri gusti e interessi. Concediamo un pezzettino di noi stessi con estrema noncuranza convinti che i dati che forniamo non vengano usati. Viceversa, le informazioni ci vengono estorte per fini ben precisi".

L'autore, Luigi Ballerini (foto ufficio stampa)
L'autore, Luigi Ballerini (foto ufficio stampa)

Un tema molto attuale, quello dell’importanza delle informazioni che mettiamo sul Web. Vogliamo approfondirlo?

"Certamente. Mi ha ispirato molto la lettura del libro del filosofo sudcoreano Han Byung-Chul intitolato Psicopolitica, nel quale si evidenzia come un tempo il potere avesse bisogno delle spie oppure di ricorrere alla tortura per ottenere informazioni. Ora, invece, agisce in modo più subdolo, mellifluo. Si limita a organizzare i dati che riesce a farsi dare spontaneamente da noi tutti".

Viviamo quindi in una realtà dove siamo perennemente controllati?

"Il mio è un romanzo distopico e ogni distopia porta alle estreme conseguenze qualcosa già in atto. Voglio dire che il futuro di Myra sa tutto potrebbe avverarsi in tempi molto rapidi, non parla di un mondo lontano migliaia di anni da noi. Se continuiamo a svendere la nostra riservatezza, le nostre informazioni più intime potremmo realmente arrivare, come nel mio romanzo, a vivere sotto un governo che controlla tutto il settore delle nuove tecnologie, ci manipola e ci controlla e in cambio ci consente di vivere nella più completa comodità. Ci potremmo ritrovare allora in una situazione di libertà vigilata, cioè senza vera libertà".

Quello che appare estremamente claustrofobico nel suo libro è come i protagonisti vivano una totale assenza di momenti vuoti. La loro vita è totalmente organizzata. Anche questa è una tendenza in atto nella nostra società?

"Purtroppo sì. E questa tendenza non riguarda solo gli adulti perché nella mia professione mi ritrovo ad aver a che fare con bambini che hanno già agende fittissime! Viviamo in un tempo in cui l’ossessione di organizzare, sistematizzare, riempire ogni momento così da farlo fruttare è fortissima. Viceversa, non ci rendiamo conto quanto sia importante anche fare cose all’apparenza inutili come vedere un film, leggere un libro, fare una passeggiata, osservare un bel paesaggio. Sono cose che riempiono lo spirito, altro che inutili! Non si può ragionare solo con il criterio che è utile solo ciò che ti fa andare meglio a scuola, che ti fa progredire nel lavoro e magari guadagnare più soldi".

Dobbiamo reimparare ad annoiarci?

"Certo, dobbiamo superare la paura del ‘vuoto’ perché il vuoto è uno spazio da riempire, ma facendoci venire delle idee nuove, con fantasia e inventiva. Oppure è uno spazio temporale in cui semplicemente riposarci e non fare nulla. Annoiarsi un po’ non fa certo male anche se poi la tentazione di prendere in mano lo smartphone e cominciare a digitare è sempre forte, nei ragazzi, ma anche negli adulti".

Nonostante sia potentissima, però, Myra non sa veramente tutto nel suo romanzo. Cosa ignora?

"Prima di tutto Myra è un sistema artificiale. Impara rapidamente ma sa solo quello che le viene insegnato dagli uomini. Alla fine, per quanto potente, ogni macchina dipende dagli esseri umani e per questo è importantissimo l’uso che facciamo della tecnologia. Poi Myra non conosce l’imprevedibile, cioè non può prevedere fino in fondo il comportamento umano che spesso non procede in modo logico e matematico. Non sa quanto può essere forte il desiderio di libertà che a volte prende l’uomo e quanto i giovani non accettino risposte e realtà preconfezionate. Spesso i ragazzi hanno il cuore desto e gli occhi aperti e si interrogano su quello che accade attorno a loro ben più degli adulti".

Il libro
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