CULTURA

Un libro da scoprire

"Credere nello sport", le riflessioni del cardinale Tarcisio Bertone

La forza dello sport, palestra di vita
il cardinal bertone (foto bradipolibri)
Il cardinal Bertone (foto @Bradipolibri)

Una delle cose che il Coronavirus ci ha tolto – almeno temporaneamente – è lo sport. Come sappiamo, infatti, è diventato quasi impossibile fare attività sportiva all’aperto in tempi di divieti e distanziamento sociale e anche gli sport agonistici sono finiti in quarantena, con grande dispiacere di tifosi e appassionati.

Per questo, mai forse come in questa occasione ci siamo resi conto come la pratica sportiva e lo sport in generale siano parte integrante della nostra vita. Sono fonte di benessere, di distrazione, di divertimento. Sono allenamento fisico, ma anche mentale e spirituale perché aiutano ognuno di noi a mettersi alla prova. Insomma, lo sport non è solo infilarsi le scarpette da corsa e sudare, è molto di più come ci racconta il volume Credere nello sport (Bradipolibri, 2020, Euro 15,00, pp. 248). Autore del volume uno sportivo che non ti aspetti, il cardinal Tarcisio Bertone, per lungo tempo arcivescovo di Genova e poi segretario di Stato vaticano. Al cardinal Bertone chiediamo dove nasce la sua passione per lo sport:

"Lo sport fa parte della mia vita fin da bambino. Ho cominciato con la bicicletta, poi le camminate nella natura e quindi il calcio, quando sono entrato negli istituti salesiani".

Cosa rappresenta lo sport per lei?

"È sempre stato uno strumento di esercizio fisico, ma anche di allenamento spirituale. Mi ha aiutato a relazionarmi con gli altri, nel momento in cui ho praticato sport di squadra. Mi ha aiutato ad allargare gli orizzonti nel momento in cui mi sono interessato di eventi sportivi al di fuori dell’ambito ristretto della mia città oppure della mia regione".

La copertina del libro
La copertina del libro

Lo sport ha continuato a far parte della sua vita anche una volta diventato sacerdote e poi cardinale?

"Certo. A livello personale non ho mai smesso di interessarmi alla pratica sportiva e lo sport è diventato parte integrante della mia vita religiosa perché esiste un legame fortissimo tra Chiesa e attività sportiva".

Di che tipo di legame si tratta?

"Un legame forte, antico, molto variegato. Se ci pensiamo già nella Chiesa delle origini San Paolo usa delle metafore sportive per parlare di come ci si debba allenare per raggiungere il perfezionamento spirituale. La Chiesa ha poi sempre considerato le attività sportive come parte integrante dell’educazione dei giovani. Lo sport, infatti, è un modo per edificare la personalità aprendosi alla collaborazione, alla solidarietà, alla comunione. Lo sport è quindi considerato uno strumento di formazione e di crescita come dimostrano le tante realtà religiose oggi esistenti che aiutano bambini e ragazzi di strada non solo fornendogli istruzione e cibo, ma facendoli diventare parte integrante di progetti sportivi. Lo sport diventa così un’alternativa concreta all’emarginazione e alla povertà".

Lo sport va quindi molto al di là dell’agonismo e del business?

"Lo spero vivamente, anche se è inutile nascondersi il ruolo che ha il business nella pratica agonistica. Però lo sport riesce spesso a essere molto di più che un semplice affare economico. Pensiamo a come le Olimpiadi invernali del 2018 abbiano contribuito a riavvicinare le due Coree. Lo sport può unire e non solo dividere. È il messaggio che vuole dare la bella copertina del libro: i tifosi delle due squadre di Genova, il Genoa e la Sampdoria, uniti per ricostruire il ponte Morandi e dare nuova vita alla loro città".

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