CULTURA

La ricerca

Nei pangolini un virus al 95% simile al Covid-19: lo studio dell'Università di Hong Kong

I dati non sono ancora sufficienti a garantire che si tratti dell'ospite "intermedio", ma l'indicazione è a "vietarne severamente" la vendita
il pangolino (foto adamtusk via flickr)
Il pangolino (foto @AdamTusk via Flickr)

I coronavirus rilevati in un piccolo numero di pangolini che sono stati introdotti clandestinamente in Cina hanno mostrato di essere strettamente correlati al coronavirus Sars-CoV-2.

A riportarlo, uno studio dell'Università di Hong Kong, della Shantou University e della Guangxi Medical University, pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista"Nature".

Il grado di somiglianza non è sufficiente per suggerire che i pangolini siano gli ospiti intermedi direttamente coinvolti nell'attuale epidemia di Sars-CoV-2. Tuttavia, i risultati suggeriscono che i piccoli animali sono un secondo ospite di coronavirus nei mammiferi e che la loro vendita nei mercati della fauna selvatica dovrebbe essere severamente vietata per ridurre al minimo il rischio di future trasmissioni di virus all'uomo.

Sebbene l'evidenza suggerisca che i pipistrelli siano il più probabile serbatoio di Sars-CoV-2, rimane sconosciuta l'identità degli ospiti intermedi che potrebbero aver facilitato il trasferimento di questo virus all'uomo.

Il mercato cinese legato ai primi casi del recente focolaio di coronavirus è stato chiuso poco dopo l'inizio dell'epidemia, il che ha impedito la ricerca delle specie animali potenziale fonte di infezione. Le ipotesi si sono rivolte ai pangolini, che sono i mammiferi più comunemente trafficati illegalmente e sono utilizzati in Cina sia come cibo che nella medicina tradizionale.

LO STUDIO - I ricercatori anno analizzato campioni prelevati da 18 pangolini malesi provenienti da operazioni anti-contrabbando nella Cina meridionale tra agosto 2017 e gennaio 2018. Hanno rilevato coronavirus correlati alla Sars-CoV-2 in 5 di questi animali. Hanno inoltre rilevato coronavirus simili in 3 su 12 altri animali sequestrati in una seconda provincia nel 2018 e in un animale individuato in una terza provincia da cui è stato raccolto un campione nel 2019. I virus isolati da questi campioni hanno una somiglianza di sequenza di circa 85-92% rispetto a Sars-CoV-2. Tuttavia, tutti i coronavirus del pangolino identificati fino ad oggi mancano di una specifica alterazione nelle loro sequenze che si osserva in Sars-CoV-2 umano, il che pone incertezza sul loro ruolo nella trasmissione del nuovo coronavirus nell'uomo.

I pangolini sono gli unici mammiferi diversi dai pipistrelli che, secondo le verifiche, possono essere infettati da un coronavirus correlato a Sars-CoV-2. Questi risultati evidenziano un ruolo potenzialmente importante di questi animali nell'ecologia dei coronavirus, ma non implicano direttamente un loro ruolo nella trasmissione di Sars-CoV-2 all'uomo. Gli autori suggeriscono che è necessario un ulteriore monitoraggio dei pangolini per comprendere il loro ruolo nell'emergere di coronavirus in grado di infettare l'uomo. (Unioneonline/v.l.)

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