CRONACA SARDEGNA - SULCIS IGLESIENTE

Truffa del fotovoltaico: maxi-sequestro in Sardegna. Coinvolto il fratello di Veltroni

uno dei parchi sotto sequestro a san giovanni suergiu (foto fabio murru)
Uno dei parchi sotto sequestro a San Giovanni Suergiu (foto Fabio Murru)

Due parchi fotovoltaici messi sotto sequestro, sigilli a oltre 130 tra fabbricati e terreni in Sardegna ed Emilia Romagna e a 280 tra conti correnti, cassette di sicurezza e quote societarie per 16 milioni di euro (somma che sarebbe stata ottenuta illecitamente), sei persone sotto accusa per truffa e lottizzazione abusiva.

È il bilancio dell'operazione eseguita stamattina dagli uomini del Nucleo investigativo regionale della Forestale e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza a Santadi e a San Giovanni Suergiu su due aree vaste complessivamente circa 18 ettari.

L'ordine di mettere i sigilli è partito dal gip di Cagliari su richiesta del pubblico ministero Daniele Caria, che ipotizza l'esistenza di introiti non dovuti a vantaggio dei titolari della società proprietaria degli impianti, con sede nel Ravennate.

GLI INDAGATI - Nel dettaglio, sono finite nel mirino le società “Enervita Bio San Giovanni” ed “Enervita Bio San Nicola”, che si occupano dei parchi di San Giovanni Suergiu e Santadi.

Gli indagati sono Paolo Magnani di Ravenna, Valerio Veltroni di Roma (fratello di Walter, ex segretario nazionale del Pd), Efisio Muntoni di Villacidro, Giambattista Massa di San Giovanni Suergiu, Franco Paolo Balia di Sant’Antioco e Roberto Bachis di Carbonia.

Magnani, ingegnere, è l’uomo della “Enervita Bio”, società nata nel nord Italia e con una serie di sotto società isolane: Enervita Bio Santa Reparata (Narbolia), Santa Sofia (San Vero Milis), San Cosimo e San Giuseppe (Giave), Santu Pedru (Padria)

Le serre solari dovevano garantire la produzione agricola ma, nella ricostruzione investigativa, quell'aspetto sarebbe stato del tutto trascurato.

Le distese di pannelli sarebbero state utili solo a incamerare energia e a intascare i relativi incentivi e il denaro incassato dalla vendita della produzione in eccesso al gestore unico della rete.

Sul registro degli indagati sono finiti i titolari della società e i progettisti.

LA ENERVITABIO - La Enervitabio in Sardegna ha già realizzato imprese simili a Narbolia, San Vero Milis, Giave, Padria.

A Santadi, sulla collina di Montixeddu, ci dono 4 ettari per la produzione di asparagi, aloe e ortaggi in genere, che producono anche energia elettrica a basso costo.

Un'identica struttura è sorta nelle campagne di Marcu Pinna, a San Giovanni Suergiu.

Dovevano essere prodotte anche insalata belga, rucola, pomodori "Camona" e altre specie di ortaggi. Sempre in base alla ricostruzione degli inquirenti, il Gse sarebbe stato destinatario anche di un progetto totalmente difforme da quello approvato dagli uffici tecnici comunali di San Giovanni Suergiu e Santadi.

Le due imprese, attribuendosi la qualificazione giuridica di "azienda agricola", avrebbero anche beneficiato illegittimamente di una tassazione agevolata, ma in realtà per gli inquirenti si trattava di una vera attività imprenditoriale assoggettata a un carico fiscale più oneroso.

Le Fiamme gialle hanno quantificato la sottrazione alla tassazione di ricavi per circa 21 milioni di euro, oltre all'appostamento contabile di costi non deducibili per quasi 2,6 milioni di euro.

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