#CARAUNIONE

La lettera del giorno

"Sardegna depredata: a noi giovani resterà il diritto di godere dell'Isola?"

"Basta con questi scempi naturalistici, è giunta l'ora di agire"
conchiglie sequestrate (foto sardegna rubata e depredata )
Conchiglie sequestrate (foto "Sardegna rubata e depredata")

"Cara Unione,

in viale Monastir, alle porte di Cagliari, svetta un graffito distinto: 'No al turismo'.

È una frase lapidaria, di quelle provocatorie, certamente utopistica. Ma apre un ventaglio di riflessioni: il turismo è sempre una risorsa per la Sardegna?

La domanda scaturisce a seguito dei bollettini da guerra che i media ci riportano quotidianamente. In soli tre mesi, a Villasimius – tra gli arenili di Porto Giunco e Punta Molentis – son stati recuperati ben 400 chili di sabbia. Negli ultimi tre giorni, una coppia di turisti francesi – pronta a tornare a casa - è stata pizzicata con 40 chili di sabbia di Chia; un'altra coppia, nei pressi di Bosa, è stata trovata in possesso di rarissimi esemplari di pinna nobilis, destinati al mercato del deep-web. All'Aeroporto di Olbia, secondo scalo aeroportuale della Regione, sono custodite dieci tonnellate di sabbia recuperate dai bagagli dei passeggeri.

Ricapitolando: il turismo consapevole alimenta la nostra economia e crea investimenti sostenibili. Il turismo selvaggio danneggia la nostra casa.

E se il gruppo Facebook 'Sardegna Rubata e Depredata', addetto alla lotta ai predoni ambientali, ogni giorno si infittisce di post e segnalazioni, i ladri – specialmente quelli stranieri - continuano il loro operato. Consapevoli della sostanziale impunità.

'Sono solo pietre, mica pezzi del Colosseo', avrebbe detto una coppia di turisti colta in castagna dagli agenti mentre rubava i ciottoli candidi di Cala Mariolu.

Cornuti e mazziati, verrebbe da dire. E se riscuotere le multe dagli stranieri è inutile (non di rado, questi forniscono nominativi falsi o si arrogano diritti inesistenti), resta aperta una domanda: perché non si può applicare il sistema delle ganasce fiscali contro gli autori dei furti congiuntamente al DASPO urbano e alla già esistente denuncia?

A danno compiuto, potrebbe scattare il sequestro cauzionale dei beni dell'autore del reato ambientale. Che sia un monile d'oro o una macchina, una barca o un orologio, finché non si sborsa il lauto denaro da corrispondere per la multa, i più preziosi possedimenti del colpevole potrebbero essere tenuti in pegno dalla Regione. Fino al saldo della sanzione pecuniaria. In più, le Prefetture, in accordo con le istituzioni locali, potrebbero inasprire i DASPO urbani, rendendo off-limits i punti sensibili dell'Isola ai già noti maleducati.

In questo modo, i criminali ambientali - di qualsiasi nazionalità essi siano - potrebbero scontare una pena seria.

L'Unione Sarda di domenica 18 agosto riporta con orgoglio – giustamente! - che in Costa Smeralda ci sono fino a 180 voli al giorno, che la costa sudoccidentale della Sardegna ha fatto il pienone di pernottamenti, che l'Ogliastra ha richiamato 55.000 persone in una settimana a suon di eventi esclusivi.

Siamo davvero sicuri che il turismo crescente tenga sempre conto delle necessità ambientali?

L'ultimo atto di vandalismo ai danni della nostra Terra è stato questo: turisti stranieri hanno inciso un necrologio, probabilmente con un cesello, nelle rocce di S'Archittu, come segno indelebile. Ecco, noi giovani sardi vorremmo caldamente incidere nelle leggi regionali un decreto “a tolleranza zero” che imponga il rispetto dei patrimoni naturalistici. A noi, giovani generazioni della Sardegna, resterà il diritto di godere della nostra Isola?

Non c'è tempo per vergare altri (e alti) pensieri. È giunta l'ora di agire".

Alessio Cozzolino - giovane liceale cagliaritano

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