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Il personaggio

La carrambata del Guardian

Raffaella celebrata come icona culturale: ha invitato le donne a prendere l'iniziativa a letto
raffaella carr nelle vesti di conduttrice circondata da soli uomini (foto archivio l unione sarda)
Raffaella Carrà nelle vesti di conduttrice circondata da soli uomini (foto archivio L'Unione Sarda)

Passi che non riesce a prendersi una cotta anche se è pazza di lui, che non pensi all'abito da sposa casomai a una sigaretta. Passi che non voglia fare più la triste abbandonata e dunque festeggia da sola, e se si scopre innamorata se lo tiene per sé perché, sia chiaro, non si deve dire mai la verità. Passi che il suo cuore è un vagabondo e di regole non ne ha e il suo corpo è una moquette dove lui si addormenterà. Ma l'amore, quell'amore, c'è in ogni canzone, o quasi. Non l'amore dei cuoricini, no, no: l'amore che a letto si fa. Com'è bello: io son pronta e tu? E non finisce così: perché se lui ti attacca col sentimento tu portalo nel più profondo blu, a far l'amore comincia tu.

Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)
Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)

Benvenuti nel mondo di Raffaella, 77 anni di successo, bravura e simpatia. L'ultima carrambata arriva dal prestigioso Guardian di Lobndra: nel presentare un film uruguaiano ambientato negli anni 70 in Spagna, filo conduttore le hit della mitica Carrà,dedica una pagina all'"icona culturale che ha rivoluzionato l'intrattenimento italiano e ha offerto alle donne la possibilità di prendere l'iniziativa in camera da letto".

E non lo faceva nottetempo in programmi per adulti su televisioni improbabili, quando mai, bensì il sabato sera, nel varietà di punta della televisione italiana negli anni Settanta, cantando e ballando la sigla di apertura. Poi si è spostata al mattino, anni Ottanta, nella prima trasmissione di mezzogiorno della Rai, quella con la boccia di vetro piena di fagioli e tutti lì a telefonare in diretta per indovinare quanti fossero e vincere qualcosa.

Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)
Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)

Ballerina straordinaria, sorriso accattivante, accento romagnolo, ballava sexy facendo finta di no. E pure anticonformista. Di più: provocatrice. Come dimenticare la sigla di Canzonissima 1970? Raffaella entrava nelle case degli italiani alle nove della sera mostrando nientedimeno che... l'ombelico. L'anno dopo addirittura osava ballare il Tuca Tuca: apriti cielo. Il cda della Rai dovette decidere se mandare in onda un simile scandalo e alla fine, sì, lo fece, e meno male che di lì a poco il siparietto fu definitivamente sdoganato dalla memorabile esibizione con Alberto Sordi. A ben guardare: al di là dell' abito bianco che scopriva la pancia e delle braccia birichine che invitavano le mani del suo divertitissimo compagno di ballo a toccare qui e anche lì, Raffa cantava "mi piace tanto questo stranissimo ballo che faccio con te, ti voglio, ah ah, è tanto bello star con te e quando ti guardo lo sai cosa voglio da te".

Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)
Raffaella Carrà (foto archivio L'Unione Sarda)

Non diceva ti amo. Diceva: ti voglio. E muoveva i fianchi. E rideva.

E sbatteva la testa avanti e indietro. E inarcava la schiena fino a toccare terra. Quanto era avanti Raffaella, libera, bella e indipendente, mai sposata, niente figli, un amore grande per Gianni Boncompagni, autore di alcuni dei suoi brani più famosi, e poi per il coreografo Sergio Iapino. E' perfino sbarcata nel grande cinema grazie a Paolo Sorrentino che ha inserito la sua "A far l'amore comincia tu" nel film premio Oscar "La grande bellezza". E' anche riuscita a fare del suo cognome il titolo dell'ennesimo programma televisivo di enorme successo: Carramba, che sorpresa. Del resto, è stata la prima a fare un sacco di cose. Oggi in tv le ballerine mezze nude sono spesso semplice contorno, lei invece si proponeva con abiti a sirena, tute mozzafiato, schiena scoperta e caschetto biondo senza un capello fuori posto circondata da decine di ballerini, tutti uomini, tutti marcantoni alti due metri, tutti belli. Capito ragazze?! Si divertiva Raffaella quando cantava di avventure in posti lontani dove si poteva incontrare Pedro, il meglio di Santa Fe che dopo essersi offerto di guidare la turista solitaria e smarrita la portava a vedere le stelle, "e non ho visto niente di Santa Fe". Se poi cantava di tradimenti e mariti facce di bronzo sorpresi con l'amante in camera da letto, lo faceva sempre in allegria, ahi ahi che dolor, e sempre con un taglio femminista. Sì, riascoltare per credere: lei lavora fuori e lui lava i piatti, fa la spesa e prepara da mangiare. Intanto lei, tradita con una la biondina nascosta nell'armadio, torna a casa quando vuole. Mica sta lì a piangere.

Non perde il sorriso Raffa neppure quando viene lasciata da lui per un altro lui: Luca, cosa ti è successo? Avanti, ancora e sempre un passo avanti. In lustrini e paillettes balla sinuosa e canta sexy: "mi bacia forte, mi tiene forte, mi prende forte, poi gioca forte, mi ama forte, mi piace forte". Quello, proprio quello. Senza fraintendimenti. Ecco perché il titolo del Guardian è giusto: "La pop star italiana che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso".

Un colpo di caschetto, wroom e tanti auguri ai bacchettoni. Con l'umiltà di sempre: "Stavolta la carrambata l'hanno fatta a me".

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