Tulipani “green” made in Sardegna
Tre giovanissimi hanno avviato una startup che produce fiori recisi tutto l’anno, anche fuori stagione, per il mercato locale e senza consumo di suoloPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si possono avere tulipani che fanno bella mostra in casa tutto l’anno e non solo tra gennaio e aprile? Si possono avere girasoli anche in inverno oppure crisantemi d’estate? Oggi è possibile soltanto se arrivano dall’estero, in particolare dall’Olanda, e anche se vengono prodotti in serra in altre parti del mondo o del nostro Paese, sempre dai Paesi Bassi devono passare per poi trovare collocazione sui mercati locali. Tuttavia, in un futuro molto prossimo sarà possibile scardinare questo sistema, produrre fiori tutto l’anno, anche fuori stagione, evitare di utilizzare agenti chimici inquinanti e ottenerli con metodi green, nonostante la “forzatura” della natura.
È l’idea che ha portato due matematici e un’esperta di marketing e comunicazione, tutti giovanissimi, a dare vita circa un anno fa a Cagliari a Bloomlabs, una startup che nasce da un progetto avviato nel 2022 nell’ambito di un’iniziativa universitaria, il percorso CPlus, organizzato dal Crea, il Centro servizi di Ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità dell’Università di Cagliari. Un modo per mettere insieme idee che possano poi trovare sviluppo a partire dai percorsi universitari. Silvio Piredda, oggi Ceo della società, originario di Orani, figlio di una fiorista, partendo dall’attività di famiglia ha pensato bene che la sua laurea in matematica con specializzazione in “Data science” potesse essere messa al servizio di un’attività che dovrebbe essere appannaggio di agricoltori, biologi ed esperti della terra. E invece il potere dei numeri oggi supera tutto, lo studio degli algoritmi può decisamente aiutare a mettere in piedi iniziative innovative che sfruttano l’intelligenza artificiale ma anche l’Internet delle cose. Così, insieme a Riccardo Medinas, matematico specializzato in machine learning e intelligenza artificiale, e a Maddalena Torlini, specializzata in comunicazione, marketing e innovazione sociale, hanno deciso di dare vita alla loro creatura, Bloomlabs appunto, e dopo aver partecipato al Contamination Plus che ha permesso loro di trascorrere un periodo di incubazione d’impresa all’interno di The Net Value, hanno costituito la società e poi si sono assicurati il premio StartCup 2023 (per le migliori idee d’impresa innovativa in Sardegna) e il premio “Angelo Aru”, “riconoscimento dedicato all’eccellenza nella sostenibilità ambientale in Sardegna ricevuto dal Rotary club di Cagliari”, spiega Silvio Piredda.
La missione
L’idea nasce dunque dalla volontà di assicurare forniture di fiori recisi tutto l’anno superando la stagionalità e soprattutto evitando che i fiori attraversino un intero continente prima di arrivare a destinazione. In altri termini, una produzione a chilometro zero e anche fuori stagione. Come? Con un sistema che si sviluppa in celle, una sorta di camera sterile, dove i fiori spuntano e crescono fino al taglio per essere immessi nel mercato. “Bloomlabs sviluppa una indoor farm di fiori che, grazie a un software proprietario, ricrea il microclima ideale per la crescita di fiori recisi fuori stagione, tutto l’anno, senza soluzione di continuità”, spiega Silvio Piredda. In queste camere chiuse che la startup realizza proprio fisicamente, “attrezzate con luci a Led, ventilazione, irrigazione e bancali, vengono realizzati due tipi di coltivazione innovativi: idroponica e vertical farming”, aggiunge. “La coltivazione idroponica permette di far circolare l’acqua con i nutrienti durante tutto il ciclo di esperimenti, senza l’utilizzo di suolo e pesticidi, riducendo fino al 95% il consumo idrico rispetto alle coltivazioni tradizionali. Il vertical farming, invece, permette di coltivare in verticale, evitando l’utilizzo di grandi distese di terreno. In un piccolo spazio è possibile coltivare molti fiori in poco tempo e, soprattutto, a livello locale”.
In sostanza, dunque, non solo si può produrre tutto l’anno ma si riduce in maniera consistente l’utilizzo di acqua così come di agenti chimici, visto che le camere sono pressoché sterili. Inoltre, i fiori, una volta raggiunta la grandezza giusta, vengono recisi e immessi direttamente sul mercato, evitando così il trasporto su navi, aerei e camion refrigeranti che consumano grandi quantità di anidride carbonica. Si riduce il prezzo di produzione e di conseguenza anche quello per i fioristi e infine per il consumatore finale che avrà un ulteriore vantaggio: mettere in bella mostra un bel vaso di tulipani anche in pieno agosto, per esempio.
La clientela
Alcune aziende hanno già avviato la collaborazione con Bloomlabs, stipulando contratti con i giovanissimi creatori di questa startup. La proposta che la società fa ai potenziali clienti è di due tipi: la prima è in sostanza indirizzata in modo particolare ai floricoltori. I produttori sistemano nella loro azienda una indoor farm (ossia la stanza di produzione) per un periodo di almeno sei mesi per testare il modello. In questo modo, con la indoor farm producono nella loro azienda i fiori all’interno della stanza ipertecnologica, per ora costruita in particolare per la produzione di tulipani, anche se il modello poi si potrà estendere in futuro ad altri tipi di fiori e addirittura a produzioni di ortaggi e altre piante.
La seconda proposta, indirizzata in modo particolare ai fioristi, è invece quella di sottoscrivere un abbonamento con Bloomlabs e noleggiare così un pezzo di indoor farm dove vengono coltivati i fiori che poi finiranno direttamente nel negozio che li metterà in vendita. In altre parole, i fioristi producono i loro fiori noleggiando un pezzo della stanza, riducendo notevolmente la catena tra produttore e consumatore.
L’idea funziona e sta prendendo piede nonostante la necessità di investimenti non proprio esigui per creare le indoor farm. Tanto che la società sta pensando a crescere, inserendo in azienda nuove figure professionali. Se fino ad ora il lavoro per lo sviluppo della startup è stato portato avanti soprattutto dai matematici con la creazione appunto di algoritmi e sistemi di osservazione dei dati, sfruttando anche intelligenza artificiale e Iot, adesso Bloomlabs vuole fare il salto di qualità e ingrandire i suoi orizzonti. Per questo, Silvio Piredda e compagni di viaggio cercano agronomi, biotecnologi e tecnici specializzati in ricerca e sviluppo “che possano supportare la fase di ottimizzazione della tecnologia e del prodotto finale”. Così i tulipani made in Sardenga non saranno prodotti soltanto in Marmilla, ma anche a Sestu e il consumo del suolo sarà ben più ridotto rispetto a quello attuale. Ambiente e tecnologia si sposano. Dopo i tulipani, se son rose, fioriranno.
