C’è un attaccante che è nato a Cagliari, gioca in Belgio al Club Brugge e fa parte della Germania, per ora solo Under-21. Si chiama Nicolò Tresoldi e, pur essendo italiano a tutti gli effetti, la maglia Azzurra rischia di non vestirla mai. Perché, nel frattempo, c’è quella bianca dei tedeschi che fa parte del suo presente e (forse) anche del suo futuro. Anche se Gennaro Gattuso ha ammesso di seguirlo e di valutare un eventuale convocazione, nel frattempo non arrivata per gli spareggi di qualificazione ai Mondiali.

Nicolò Tresoldi nasce a Cagliari il 20 agosto 2004, mentre i rossoblù allenati da Daniele Arrigoni si stanno preparando per il ritorno in Serie A dopo quattro anni. E in città c’è grande entusiasmo, dopo una promozione entusiasmante con Gianfranco Zola. Perché in Sardegna? Perché la famiglia ha una casa (ancora oggi) a Pula dal 1995, complice anche il fatto che lo zio sia stato per vent’anni maestro di golf a Is Molas. Il padre, Emanuele, è stato un difensore e ha giocato in Serie A (18 presenze con l’Atalanta fra il 1992 e il 1996), B (116 partite fra Ravenna, Atalanta, Pistoiese, Castel di Sangro e Cesena) e C. La mamma Barbara è italo-argentina, ed è il suo trasferimento in Germania per motivi di lavoro che innesca il cambio di nazionale.

La famiglia Tresoldi, dopo che Nicolò vive i suoi primi due anni in Sardegna, si sposta a Gubbio. Quindi nel 2017, quando l’attaccante ora al Club Brugge è soltanto un tredicenne, il cambio radicale: dall’Italia alla Germania. Viene tesserato per le giovanili dell’Hannover, comincia a farsi notare e nel 2022 la federazione tedesca gli offre la possibilità di vestire la maglia dell’Under-19: lui accetta, perché nel frattempo l’Italia non l’ha mai chiamato. E segna, 3 gol in 8 partite, che gli valgono la promozione in Under-21 dove fa ancora meglio: 12 gol in 23 presenze, gli ultimi (doppietta) venerdì scorso con una doppietta all’Irlanda del Nord nelle qualificazioni agli Europei del prossimo anno.

Nicolò Tresoldi a Is Molas, assieme al padre Emanuele e alla madre Barbara
Nicolò Tresoldi a Is Molas, assieme al padre Emanuele e alla madre Barbara
Nicolò Tresoldi a Is Molas, assieme al padre Emanuele e alla madre Barbara

Nicolò Tresoldi da piccolo aveva giocato anche a tennis, fra le altre cose (curiosamente) pure al Tennis Club di Cagliari, e ha potuto incrociare un certo Flavio Cobolli. Ma adesso il suo presente è il calcio: di mestiere segna, mentre il padre i gol faceva in modo di evitarli. Il 15 luglio 2022 l’esordio da professionista in 2. Bundesliga con l’Hannover, in una partita persa 2-1 contro il Kaiserslautern, a 17 anni, 10 mesi e 25 giorni. È però nella stagione seguente che si rivela, con 7 gol in 30 presenze in campionato. Numeri ripetuti lo scorso anno, stessi gol in 34 partite. Che gli valgono non la promozione in Bundesliga, la massima serie tedesca, ma quella in Jupiler Pro League: il torneo belga, dove lo acquista il Club Brugge per 7,5 milioni di euro a inizio giugno.

In Belgio, Tresoldi si trova benissimo. Alla sosta per le nazionali, il suo score parla di 17 gol in 48 presenze, di cui 13 in campionato e 4 in Champions League. Si sblocca il 27 agosto nel 6-0 ai Rangers nel ritorno dei playoff, che vale la qualificazione alla fase campionato della competizione principale Uefa. E si ripete alla prima giornata, il 18 settembre, sbloccando il 4-1 al Monaco. Per uno scherzo del destino, la sua prima volta in Italia è a Bergamo contro l’Atalanta: l’ex squadra del padre. «Neanche lontanamente potevo ipotizzare una situazione del genere: mi sono tornati in mente tanti momenti, è stato molto emozionante», le parole di Emanuele Tresoldi in un’intervista all’Unione Sarda dopo la partita, vinta 2-1 dai bergamaschi. Nicolò segna poi a due big spagnole, Barcellona e Atlético Madrid, in altrettanti 3-3.

Nicolò Tresoldi in Atalanta-Club Brugge di Champions League (foto Ansa)
Nicolò Tresoldi in Atalanta-Club Brugge di Champions League (foto Ansa)
Nicolò Tresoldi in Atalanta-Club Brugge di Champions League (foto Ansa)

È tifoso del Milan, «ma simpatizziamo Cagliari e lo seguiamo sempre», specifica il padre. Il suo idolo è Pippo Inzaghi, il nonno invece si innamorò dei colori rossoblù (pur non essendo sardo, ma di Ferrara) grazie a Gigi Riva. Di un possibile passaggio proprio al Cagliari se n’era parlato a gennaio 2025, ma erano state soltanto voci: una vera e propria trattativa non era mai nata. All’Italia servirebbe, per ora lui continua a fare gol con la Germania Under-21. E con un terzo incomodo: l’Argentina, nazione della madre che – pare – abbia iniziato a valutarlo.

«L’Italia è l’Italia, anni fa però ho preso la decisione di giocare per la Germania», ha detto di recente in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, affermando di augurarsi almeno una chiamata da Coverciano che finora non è arrivata. Lì ha anche rivelato che «la Sardegna è il mio posto del cuore» (e ci torna spesso in vacanza, con la famiglia). Ma, a questo punto, chissà che a giugno non possa fare un viaggio negli Stati Uniti, non per una vacanza ma per i Mondiali.

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