Quando nel 1996 le radio iniziarono a trasmettere "Aspettando il Sole" di Neffa e Deda e primo singolo dell’album “Neffa e i Messaggeri della Dopa”, il panorama musicale italiano subì una scossa definitiva. Certo l’hip hop e soprattutto il “rap politico” anche da questa parte del Mondo erano già sbarcati da alcuni anni, soprattutto con il fenomeno delle posse che stava facendo breccia tra i giovanissimi e nei centri sociali, ma fu prima con i “Sangue Misto” (gruppo che pubblicò con la Warner Music e con Crime Squad, formato dallo stesso Neffa, da Deda e da Dj Gruff, il sardissimo Sandro Orrù da Terralba) e poi con “Aspettando il Sole” che il grande pubblico si accorse di quella musica, sino ad allora relegata a pochi intenditori. 

Ora quel singolo compie trent’anni e basta dare un’occhiata ai social per capire come sia ormai diventato un pilastro per intere generazioni. Le radici del brano affondano nel 1994, quando Neffa e Deda erano ancora nei Sangue Misto. Originariamente sebbene dovuto essere lo stesso Neffa a cantare il ritornello, ma la scelta finale – fortunatissima – ricadde sulla voce di Giuliano Palma (sebbene poi in tour in quell’anno spesso andò Al Castellana, un altro cantante dal soul inconfondibile). E fu quella la mossa vincente per creare un “pezzo” senza tempo.

La vera magia, infatti, risiede nell'architettura della base curata da Deda che attinge ai giganti del funk e del jazz: da Al Green a Milt Jackson, fino a Tom Scott. Il risultato è un tappeto di chitarre e fiati che crea un’atmosfera totalmente diversa dalla durezza e dall’aggressività del rap degli anni Novanta. 
L'importanza di "Aspettando il sole" è andato ben oltre le classifiche. Grazie a questo brano, il grande pubblico scoprì che l'hip hop poteva essere sofisticato, musicale e avvolgente. Aperta la strada arrivarono poi gli OTR e i Colle der Fomento, mentre sul versante del rap politico rimasero – e restano tutt’ora – giganti come gli Assalti Frontali di Militant A, i 99 Posse e tanti altri artisti che hanno animato per decenni la scena. Ma è grazie a Neffa che ha aperto la strada che oggi ci sono i Fabri Fibra, Guè, Marracash e tutti gli altri. 

La sua attualità è stata confermata anche nel 2025, quando Neffa è tornato sul palco dell'Ariston (ospite al Festival di Sanremo) per una versione corale di Aspettando il Sole insieme a Shablo, Guè, Tormento e Joshua. Qualche anno prima, nel 2017, Mauro Ermanno Giovanardi aveva realizzato una cover del brano inclusa nel suo album “La mia generazione”. Una versione, se è possibile, ancora più introspettiva dell’originale, che resta però irraggiungibile.

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