Con il rallentamento della domanda di lavoro, a sostenere l’occupazione continuano a essere soprattutto i servizi legati al turismo. Le imprese prevedono 479mila assunzioni entro la fine del mese di marzo — di cui tre su dieci rivolte ai giovani — e oltre 1,5 milioni nel trimestre marzo-maggio. Rispetto alle stime di un anno fa, si registra una flessione di 13mila unità (-2,7%), che sale a 25mila unità se confrontata con lo stesso trimestre del 2025 (-1,6%). Il 45,3% degli ingressi programmati resta però difficile da coprire.

Il dato

A evidenziarlo è il Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro, secondo cui il calo delle assunzioni previste coinvolge quasi tutti i settori. Fanno eccezione i servizi di alloggio, ristorazione e turismo (+3,5% nel mese e +3,2% nel trimestre) e i servizi alla persona (+1,7% nel mese e +1,1% nel trimestre).

Nel dettaglio, risultano in diminuzione le previsioni di ingresso nel settore primario (-2,6% nel mese e -1% nel trimestre), nel manifatturiero (-6% nel mese e -5,1% nel trimestre), mentre nelle costruzioni la riduzione è più contenuta (-0,4% nel mese e -0,3% nel trimestre). Segno negativo anche per il commercio (-6,8% nel mese e -4,9% nel trimestre). Per il 27% delle entrate attese, le imprese dichiarano di preferire candidati con meno di 30 anni.

I settori

Nel complesso, l’industria stima circa 127mila contratti a marzo e quasi 374mila nel trimestre marzo-maggio. La richiesta maggiore arriva dal manifatturiero, che programma 77mila ingressi nel mese e 228mila nel trimestre. Le opportunità si concentrano in particolare nelle industrie meccaniche ed elettroniche (19mila entrate nel mese e 55mila nel trimestre), seguite da quelle metallurgiche (circa 15mila nel mese e 42mila nel trimestre) e alimentari (12mila nel mese e 39mila nel trimestre). Nelle costruzioni, invece, sono previsti circa 50mila contratti a marzo e 145mila entro maggio.

Nei servizi, i contratti programmati superano quota 317mila nel mese e 1 milione nel trimestre. In testa c’è il comparto dell’alloggio, della ristorazione e dei servizi turistici, con circa 97mila ingressi a marzo e oltre 347mila nel trimestre, seguito dal commercio (63mila nel mese e 194mila nel trimestre) e dai servizi alla persona (50mila nel mese e 159mila nel trimestre). Nel settore primario, invece, si prevedono 35mila ingressi a marzo e 119mila nel trimestre, con opportunità concentrate soprattutto nel comparto delle coltivazioni arboree (13mila nel mese e 46mila nel trimestre).

Le tipologie

Anche a marzo il contratto più diffuso resta quello a tempo determinato, che rappresenta il 59,9% delle entrate previste, pari a circa 287mila unità. Seguono il contratto a tempo indeterminato con 91mila unità (19%) e il contratto in somministrazione con 35mila unità (7,4%).

Rimane aperto il nodo del difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro, il cosiddetto mismatch, dal momento che il 45,3% delle assunzioni programmate risulta di difficile reperimento.

Secondo le imprese, la causa principale è la mancanza di candidati (27,5%), seguita dall’assenza di competenze adeguate (14%). Le difficoltà risultano più marcate nelle costruzioni, dove riguardano il 62,7% dei profili ricercati, nella metallurgia (61%) e nel settore legno-arredo (57,2%).Tra le professioni più difficili da trovare, il Borsino delle professioni indica i meccanici artigianali, i montatori, i riparatori e i manutentori (72,7%), i fonditori, i saldatori e i montatori di carpenteria (71,9%), oltre ai conduttori di macchine movimento terra e di sollevamento materiali (71,8%). Nel settore primario, tra i profili più difficili da reperire figurano i tecnici del rapporto con i mercati (76,2%) e gli allevatori e operai specializzati nella zootecnia (68,1%). Restano difficili da trovare anche i tecnici della salute (66,5%) e quelli della gestione dei processi (64,7%).

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