Le vacanze fuori dall’Isola per i sardi restano un privilegio di pochi. Il costo dei trasporti, la crisi economica e, perché no, la bellezza del nostro mare, ci spingono a restare a casa anche quando ci sarebbe la possibilità di fare un bel viaggio. E così la provincia di Nuoro è quintultima con 1.130 euro spesi, quella di Oristano con 1.165 è poco più avanti nella classifica. L’area metropolitana di Cagliari, la provincia del Sud Sardegna e l’area metropolitana di Sassari aggiungono in media qualche decina di euro in più, ma con 1.291, 1.214 e 1.191 euro a testa, l’investimento in vacanze si può dire decisamente distanze dalle cifre che si segnalano nel Nord Italia.

La spesa degli italiani per il relax e in divertimento in viaggio segue sempre più da vicino la geografia economica dei territori. A sottolinearlo è un report di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, che ha incrociato dati Istat, Banca d’Italia ed Eurostat per ricostruire la spesa turistica pro capite nelle province e città metropolitane italiane.

Il quadro che emerge mostra forti differenze tra grandi centri urbani, aree del Nord e territori periferici. In testa alla classifica si collocano Brescia (1.750 euro pro capite), Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro), seguite da Genova (1.724 euro), Mantova, Verona e Savona (1.714 euro), Lecco (1.707 euro), Imperia (1.705 euro), Bergamo (1.700 euro) e Modena (1.698 euro). Tra le principali città metropolitane, la spesa pro capite più elevata si registra a Milano (1.672 euro), seguita da Roma (1.600 euro), Bologna (1.591 euro) e Firenze (1.499 euro). Secondo Vamonos-Vacanze.it, in queste aree il budget destinato ai viaggi può risultare fino al 40% superiore alla media nazionale, trainato da redditi più alti, maggiore densità urbana, incidenza più elevata di single e maggiore propensione ai viaggi internazionali. All’estremo opposto della graduatoria si collocano province del Mezzogiorno e delle aree interne. Le dieci con la spesa pro capite più contenuta sono Vibo Valentia (1.105 euro), Agrigento (1.114 euro), Caltanissetta (1.125 euro), Crotone (1.128 euro), Nuoro (1.130 euro), Trapani (1.136 euro), Ragusa (1.141 euro), Enna (1.147 euro), Oristano (1.165 euro) e Siracusa (1.166 euro).

Secondo l’analisi, il fattore discriminante non è solo il reddito. «Pesano anche la densità abitativa, l’offerta culturale, l’accessibilità ai servizi e i modelli di consumo», spiegano gli analisti di Vamonos Vacanze. Nei grandi centri urbani, ad esempio, il single tende a viaggiare meno volte ma con una spesa più elevata per singolo viaggio, privilegiando esperienze organizzate e soggiorni più strutturati. Nelle province interne e meno dense, invece, la spesa media risulta inferiore anche del 30%, con una maggiore incidenza di viaggi brevi e destinazioni nazionali. La Sardegna, o almeno le zone più interne dell’Isola, sembra appartenere a questa fetta di popolazione. Meglio – per molti – accontentarsi del mare e della natura sarde piuttosto che spendere per andare dall’altra parte del mondo e non vedere l’ora di tornare a casa.

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