Famiglie e “pet”, le nuove richieste di chi viaggia
L’analisi di Jfc: chi parte con il proprio cane chiede prima di tutto si essere accolto. Un mercato dalle grandi potenzialità: nasce un OsservatorioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Le famiglie italiane stanno cambiando forma e il turismo deve cambiare con loro. Chi viaggia con i bambini cerca servizi dedicati, chi parte con il proprio “pet” chiede prima di tutto di essere accolto. Eppure, ancora oggi, molte strutture espongono cartelli di divieto per gli uni o per gli altri. Gli oltre 13 miliardi di euro di potenziale non intercettato dimostrano che la tolleranza non basta più: servono accoglienza dedicata, integrazione e convivenza. E soprattutto destinazioni capaci di fare sistema, perché non vince il singolo servizio, ma la destinazione», dice Massimo Feruzzi, ceo di Jfc, azienda di consulenza turistica e marketing territoriale.
Nei giorni scorsi a Rimini è stato presentato l’Osservatorio Italiano Dog Tourism, nuovo strumento di monitoraggio del turismo con il cane al seguito, realizzato da Jfc e promosso da Club del Sole, un punto d’osservazione stabile, con rilevazioni ripetute ogni anno, per misurare l’evoluzione del fenomeno a livello nazionale e il suo impatto sul mercato turistico.
Durante l’incontro, gli esperti di Jfc hanno fatto il punto su un settore dalla grandi potenzialità: in Italia cani e gatti sono 2,3 volte i bambini sotto i 14 anni. Chi viaggia con il proprio animale genera 9,56 miliardi di euro, ma il 39,5% del mercato potenziale resta da conquistare.
Tra il 2010 e il 2025 le nascite in Italia sono scese da 561.944 a 342.000 (-39,1%), i minori di 18 anni sono diminuiti del 13% e i nuclei familiari con figli del 4,6%, attestandosi a 10.895.000. Nello stesso periodo l’Anagrafe degli animali d’affezione del Ministero della Salute registra, tra il 2022 e il 2026, una crescita del 12,6% dei cani (14,9 milioni) e del 67,2% dei gatti (1,6 milioni). Il risultato è un rapporto sempre più sbilanciato: a fronte di 7.020.049 minori di 14 anni si contano 16.478.425 cani e gatti registrati, mentre i nuclei che vivono con almeno un cane o un gatto (10.507.000) hanno ormai quasi raggiunto quelli con figli.
La Lombardia concentra il 17,4% dei minori di 14 anni e il 16,1% di cani e gatti, ma le famiglie multispecie pesano di più altrove: in Umbria si contano 5,5 animali registrati per ogni minore di 14 anni, seguono Sardegna (4,6), Friuli-Venezia Giulia (3,4), Molise (3,3), Emilia-Romagna (3,1) e Veneto (3).
Spiega Feruzzi: «Chi viaggia con il proprio animale ha come primo ostacolo quello di essere accettato: il 27,6% indica come maggiore difficoltà trovare una struttura che ospiti il pet, il 14,5% garantirsi un viaggio tranquillo e un trasporto adeguato, il 9,3% far accettare un cane di taglia media o grande. Le famiglie con figli cercano invece servizi dedicati: nella struttura ricettiva (23,3%), nella località (21,8%) e nei ristoranti (18,3%). Allo stesso modo, i proprietari di pet chiedono soprattutto spazi, spiagge e libertà di movimento (30,1%), mentre per le famiglie contano l’animazione e l’intrattenimento organizzato (27,8%) e i miniclub (25,9%)».
Nella classifica delle regioni più accoglienti, chi viaggia con il pet premia Trentino Alto Adige (13,5%), Emilia Romagna (13,2%) e Toscana (12,6%); le famiglie con figli indicano Emilia Romagna (13,0%), Trentino Alto Adige (12,0%) e Puglia (10,8%). All’estero la Francia domina tra chi viaggia con il proprio animale (27,6%), davanti a Spagna (12,8%) e Germania (9,6%), mentre le famiglie preferiscono la Spagna (19,5%), seguita da Francia (14,1%) e Norvegia (12,8%).
Quest’anno – prosegue l’analisi – sono 3,98 milioni i nuclei familiari che faranno almeno una vacanza con il proprio pet, per 73,5 milioni di presenze turistiche e una media di 12,1 notti fuori casa; le famiglie con figli in vacanza sono 7,86 milioni, con 241,3 milioni di presenze e 9,6 notti. Per il pet si spendono 22,20 euro in più al giorno (17,1% del budget), per i figli 32,10 euro (28,2%). Il valore medio per presenza del pet tourism raggiunge però 130 euro, il doppio dei 64,50 euro del turismo family. Il pet tourism genera un fatturato reale di 9,56 miliardi di euro a fronte di un potenziale di 15,80 miliardi: restano da conquistare 6,24 miliardi, pari al 39,5% del mercato. Il turismo family vale 15,56 miliardi su un potenziale di 22,76 miliardi, con 7,20 miliardi (31,6%) ancora da intercettare.
