In Sardegna è di casa, nel senso che la frequenta da anni soprattutto d’estate. Carlo Pesenti porta un cognome importante nel panorama dell’economia italiana. E oggi non viene in Sardegna solo in vacanza, dopo aver deciso di modificare il suo business, anni addietro ormai: ha deciso di fare di Italmobiliare, ereditata dal padre e dal nonno di cui porta lo stesso nome, un sistema nuovo con cui investire per puntare sul private equity e guardare con grande attenzione all’economia reale. Addio a Italcementi, dunque, e porte aperte a iniziative manifatturiere che portino nel mondo l’idea di un made in Italy dinamico. E i ricavi negli ultimi anni sono cresciuti: a novembre scorso gli ultimi dati disponibili del gruppo hanno fatto registrare a livello aggregato ricavi per 1.190 milioni di euro, in crescita del 12,1% rispetto all’anno precedente, e un margine operativo pari a 115 milioni.

La novità

Tra le varie attività oggi c’è anche la salute ed proprio in questo settore che il gruppo guidato da Pesenti ha deciso di sbarcare in Sardegna. La “Casa della Salute” non è solo l’apertura di due nuovi poliambulatori. È, in controluce, la fotografia di come ragiona Carlo Pesenti: un capitalista “silenzioso”, poco incline alle frasi a effetto, ma attentissimo a un dato semplice e crudele del nostro tempo: la salute è diventata un bene scarso per eccellenza. E dove il pubblico fatica, cresce lo spazio per chi sa organizzare servizi, tecnologia, medici e prenotazioni.

Il primo tassello è Sassari, in via Francesco Porcellana 9. Il centro è stato inaugurato come punto informativo il 27 maggio 2025 e ha iniziato a erogare prestazioni dal 9 giugno. Qui Casa della Salute si presenta con la sua ricetta: visite specialistiche, diagnostica, percorsi che puntano su prevenzione e tempi rapidi, con un posizionamento dichiarato — “tempi da privato, prezzi simili al pubblico” — e una missione di “bassa e media complessità” che prova a stare in scia, non in concorrenza frontale, al servizio sanitario regionale.

Poi arriva Cagliari, seconda tappa e, per Pesenti, segnale che l’Isola non è un esperimento isolato ma un nuovo territorio di sviluppo. Il centro di via Edward Jenner 19 consolida la presenza sarda e viene raccontato come struttura moderna, con tecnologie avanzate e percorsi “rapidi” di prevenzione, diagnosi e cura. In più compare perfino una partnership con il Cagliari Calcio: non solo prestazioni, dunque, ma radicamento nel tessuto della città. L’apertura di Cagliari, annunciata a fine novembre 2025, porta il network a quota 40 strutture tra Liguria, Piemonte e Sardegna: un numero che non serve per vantarsi, ma per far capire che il modello è replicabile e “industriale”.

La Sardegna

Il “menu” è quello tipico delle piattaforme sanitarie private organizzate: prestazioni specialistiche (dalla cardiologia alla dermatologia, passando per ortopedia e ginecologia, a seconda delle agende e dei professionisti), diagnostica per immagini, ecografie, odontoiatria, esami e controlli che intercettano la domanda più frequente: prevenzione, certificazioni, follow-up, dolore cronico, riabilitazione. La mano — indiretta ma chiarissima — di Pesenti si vede. Perché Casa della Salute non nasce per fare “medicina di lusso”. Il suo posizionamento è una sanità privata accessibile, standardizzata, capace di mettere insieme prenotazioni, referti, turni, apparecchiature, medici convenzionabili con fondi e assicurazioni, e una promessa commerciale semplice: tempi rapidi in ambienti moderni, senza che il prezzo diventi un muro. In Sardegna questa promessa pesa più che altrove, perché l’Isola è un territorio dove distanze e carenze organizzative trasformano una visita in un viaggio e un esame in un’odissea.

Dalla “fabbrica” alla “piattaforma”

Carlo Pesenti è l’erede di una grande storia industriale — quella di Italcementi — ma il suo tratto distintivo è aver traghettato la cassaforte di famiglia, Italmobiliare, dal Novecento al presente: meno ciminiere, più piattaforme. La sua idea di investimento non è collezionare quote: è scegliere poche società, entrarci con governance forte e farle crescere, anche per linee esterne. Non a caso, nel 2025 ha parlato di un portafoglio da concentrare su 4-5 piattaforme settoriali da sviluppare nel lungo periodo.

E qui si capisce perché la Sardegna non è un dettaglio, ma una pagina coerente con il libro. Per Pesenti, la sanità privata organizzata è un investimento “da manuale”: domanda strutturale (invecchiamento, cronicità, prevenzione), capacità di scalare, resilienza nei cicli economici, e un enorme spazio di efficienza possibile. Casa della Salute è una di quelle piattaforme: cresce perché mette ordine dove oggi regna il disordine.

Gli investimenti

Il portafoglio racconta la strategia meglio di qualsiasi intervista. Accanto all’healthcare con Casa della Salute, Italmobiliare ha costruito un mosaico di aziende dove il filo rosso è la combinazione tra brand, industria e servizi: dal caffè (Borbone) alla manifattura e all’energia (Italgen), fino a marchi storici e premium come Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella. Non è diversificazione, ma una selezione di società con margini di crescita e, soprattutto, con un perimetro governabile.

E allora gli investimenti sardi — oggi visibili soprattutto attraverso le aperture Cds — diventano l’esempio perfetto del capitalismo di Pesenti: non l’imprenditore che taglia nastri ogni settimana, ma l’azionista che costruisce infrastrutture di servizio, pezzo dopo pezzo, con un’idea precisa di Paese. Dalle fabbriche che producevano cemento alle strutture che erogano diagnostica e visite: la traiettoria non è solo personale. È la radiografia di un’Italia che cambia, dove la ricchezza si sposta dalla produzione pesante ai servizi essenziali, e dove la nuova frontiera dell’investimento è spesso un corridoio di ambulatorio, una sala d’attesa, un macchinario che fa la differenza tra “torni tra sei mesi” e “venga domani”.

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