Un essere umano. Non un prodotto dell’AI con i capelli rossi e le braccia meccaniche. Lode e gloria a Jannik Sinner, che ha vinto trentasette set consecutivi, da una parte all’altra del mondo, annichilendo qualsiasi avversario, bello, brutto, alto o basso.

Oggi Sinner ha perso un set, finalmente, contro un giocatore che i tennisti definirebbero “un cagnaccio”, forte, elastico, sembra un terzino della Germania Est (per intenditori), si chiama Tomas Machac e arriva da Beroum, in Boemia, regione della Repubblica Ceca.

Sinner si è sentito male (c’erano 26 gradi), gli girava la testa, si sentiva stravolto, in piedi a fatica. Condizione che un altro si sarebbe fatto ricoverare con trasporto in elicottero. Lui ha ceduto il set senza dire nulla e lottando, nel terzo - dopo tre minuti e una chiacchierata con il medico del torneo - ha portato a casa la pagnotta. Una bella pagnotta (160 mila euro, per ora) che lo ripaga dello sforzo. Bravo Jannik, anche più del mal di pancia. E pazienza per il set.

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