La militanza in rossoblù lo rende uno dei senatori di casa Cagliari. E non è bastata una stagione in secondo piano a scalfire il legame di Gabriele Zappa con una maglia che ormai sente sua. Il difensore monzese ribadisce: «Sono carico rispetto al passato, non vedevo l’ora di ricominciare. La scelta del tecnico dello scorso anno ha portato risultati, ma voglio giocarmela, anche se metterò sempre la squadra davanti all’io».

Da Zappa una dichiarazione d’amore verso il Cagliari: «Sono alla mia settima stagione. Sento tante voci di mercato, ma non so nulla. A gennaio, è vero, c’era stata la possibilità di andare a Napoli o Fiorentina, ma sono felicissimo di essere rimasto, perché amo Cagliari e la Sardegna».

Il difensore rossoblù non dimentica chi, nei precedenti sei ritiri, era sempre presente: «Pavoletti ci ha lasciato tanto. Lo scorso anno aveva preparato me e Deiola per rappresentare al meglio questi colori. Ringrazio Leo, che nell’ultima partita della scorsa stagione mi ha regalato una maglia con una dedica speciale: All’uomo che sei diventato. Mi ha emozionato e ci manca, perché Pavo dentro lo spogliatoio sapeva usare bastone e carota, era fondamentale. Ma voglio salutare anche il dottor Scorcu: aveva sempre una storia o un aneddoto da raccontare, lo ringrazio per questi anni».

Sull’impiego: «Se il mister me lo chiede, mi metto anche i guanti e gioco in porta. Con lui non abbiamo ancora parlato, ma non ci sono problemi. Lo scorso anno c’era Palestra, uno che davvero non c’entrava nulla, fortissimo, e c’era bisogno di uno come Zé Pedro per coprirgli le spalle. Ma quest’anno con Zé me la voglio giocare».

Vista l’anzianità di servizio, Zappa raccoglie l’eredità di Pavoletti anche nell’inserimento dei nuovi: «Faccio capire che qui possono sentirsi a casa, possono chiedermi consigli su luoghi e ristoranti. E in questi anni sono maturato come persona, ho capito cosa voglia dire giocare per il Cagliari e per questo devo essere d’esempio a tutti».

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