«I ragazzi meritavano di qualificarsi per la prestazione, l’impegno e la fatica che ci hanno messo». Gennaro Gattuso ha le lacrime agli occhi ed è la faccia della disperazione, sua e di tutta l’Italia per la terza volta fuori dai Mondiali. «Dispiace, però questo è il calcio: sono orgoglioso dei miei ragazzi», afferma a caldo dopo la sconfitta ai rigori con la Bosnia, ennesima umiliazione della Nazionale nel recente periodo. «Se uno oggi mi buca con qualcosa non esce niente: fa male, ci serviva per noi e per le nostre famiglie, per tutta l’Italia e per il nostro movimento. Una mazzata così è difficile da digerire».

Gattuso non cerca di prendersela per le scelte del direttore di gara Turpin, in particolare il mancato rosso a Muharemović per il fallo su Palestra (dopo l’espulsione di Bastoni al 41’). «Non voglio parlare di arbitro e non voglio parlare di niente, però penso che oggi sia ingiusto. Ma il calcio è questo: sono da anni in questo mondo, a volte ho gioito e altre – come oggi – ho preso mazzate. È difficile digerire questa, per il cuore che ci hanno messo e per l’atteggiamento. Però siamo qua e parliamo per l’ennesima volta che non andiamo al Mondiale».

Gattuso si prende le sue responsabilità: «Io personalmente chiedo scusa perché non ce l’ho fatta, però i ragazzi mi hanno impressionato». E su una sua conferma in panchina: «Oggi parlare del mio futuro non è importante, conta che non andiamo ai Mondiali. Ci teniamo la prestazione ma fa male, dispiace».

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