Più che deluso, si dice "avvelenato" Tommaso Giulini per la stagione del suo Cagliari, terzultimo in classifica, nonostante la rosa di "calciatori importanti" e la speranza coltivata a inizio stagione di "fare meglio" della precedente annata.

Il presidente rossoblù, ospite ai microfoni de "Il Cagliari in diretta" su Radiolina, ha fatto il punto sulla situazione quasi "disperata" in cui si trova la squadra, senza nascondere tutta la sua rabbia.

Quella stessa rabbia e quel furore - "una carogna addosso" - che spera possano mettere in campo i suoi giocatori anche nella prossima, decisiva, sfida contro il Parma. "Il tempo è finito - ha detto Giulini - e sabato dobbiamo entrare in campo con il coltello fra i denti, con un solo obiettivo: vincere".

"Non c'è rassegnazione - ha assicurato il presidente, che ad Assemini ha incontrato i giocatori e assistito all'allenamento - anche perché nelle ultime partite una reazione c'è sempre stata. Tutti qui ci crediamo nella possibilità di fare l'impresa. Ma è necessario vincere sabato, senza fare programmi" per le partite successive.

Giulini spera che la riscossa possa passare dai campioni: "Penso a Godin, Nainggolan, Nandez, Pavoletti e Joao. Sono loro che devono trascinare i più giovani".

Quanto ai rimpianti, il presidente ne confessa uno: "Con tutto il rispetto per Di Francesco, forse la scelta di cambiare allenatore avrei dovuto prenderla prima della sfida contro il Torino, e non dopo, per trovare una svolta".

E poi l'elenco di cosa è mancato al Cagliari: un pizzico di umiltà in più, Rog (vittima di un grave infortunio), la disponibilità di molti giocatori, come gli uruguaiani, risultati positivi al Covid in momenti chiave della stagione.

Infine, mister Semplici, cui devono essere dati "gli stessi meriti e gli stessi demeriti della squadra".

Sul futuro, anche della sua presidenza, Giulini è chiaro: "Mi viene difficile ipotizzare scenari, senza sapere in che serie giocherà il Cagliari l'anno prossimo. La speranza è quella di poter giocare ancora nella massima serie". Se invece sarà Serie B, il presidente assicura che "non ci sarà smobilitazione" e che si farà di tutto per tenere i calciatori importanti, al netto del fatto che, comunque, "qualche riflessione andrà fatta".

Ma ora è necessario pensare solo al presente. A cominciare, il presidente lo ribadisce più volte, dalla partita di sabato: "Non c'è disperazione che tenga. Basta alibi, basta parole. Devono parlare i fatti", conclude Giulini, augurandosi che il Cagliari possa "lottare fino all'ultimo secondo per restare in serie A".

(Unioneonline/l.f.)
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