«Ho visto negli occhi dei ragazzi grande responsabilità. È una partita che non ha bisogno di motivazioni, tutti sappiamo cosa rappresenta e cosa dobbiamo fare».

Fabio Pisacane lancia così la sfida al Torino dalla pancia del Crai Sport Center di Assemini in vista del match di domani sera alla Domus che può valere la salvezza. «Dopo la sconfitta con l’Udinese c’era grande rammarico, abbiamo analizzato nel dettaglio gli errori», la premessa dell’allenatore del Cagliari nella conferenza stampa subito dopo la rifinitura, «ma il calcio è bello perché ti ridà sempre un’opportunità. La paura non dev’essere distruttiva, ci deve dare una carica ulteriore. E gli altri risultati non ci interessano, siamo sempre padroni del nostro destino».

Recuperati Mina e Borrelli, oltre a Deiola. Squalificato Zé Pedro, sarà quasi certamente Zappa a sostituirlo, lascia intendere il tecnico napoletano: «Gabri potrebbe essere il più indicato». Non sarà in campo chiaramente Pavoletti, infortunato, ma sarà allo stadio per salutare i tifosi dopo aver annunciato la fine della sua storia da calciatore rossoblu. «Mi fa strano trovarmi qui alla sua ultima partita col Cagliari. La vita a volte ti sorprende davvero», ammette Pisacane. «Con lui ho vissuto due esperienze diverse. Da compagno di squadra ho conosciuto un guerriero, un trascinatore. Da allenatore ho avuto confronti quotidiani, Leo ha un carattere forte. Per il percorso che ha fatto e per quello che ha dato merita un grande rispetto. Sacrificio, appartenenza, identità. Centriamo l’obiettivo, dunque, anche per festeggiarlo come merita».

Alla domanda sul suo futuro, Pisacane ha tenuto a precisare: «La priorità del Cagliari non è certo il futuro di Pisacane, ma raggiungere l’obiettivo. Io non penso al futuro, così come non mi sento un intoccabile. La vita è imprevedibile. Il mio sogno era riportare il Cagliari dove deve stare e penso solo a questo».

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