Il bicchiere può essere mezzo pieno o mezzo vuoto: come sempre, dipende dai punti di vista. Anche se per l’allenatore dell’Olbia Zé Maria l’1-1 tra la sua squadra e la Costa Orientale Sarda accontenta di più quest’ultima, che col pareggio di ieri ha interrotto la serie di nove sconfitte consecutive nel campionato di Serie D.

La verità è che il derby del “Nespoli” tra ultime della classe ha confermato tutte le difficoltà dell’una e dell’altra. Per cominciare, tempo 8’ l’Olbia era sotto, trafitta da Santoro più per demeriti propri che per merito degli avversari. «Abbiamo commesso molti errori, soprattutto nel primo tempo, e su un errore siamo stati puniti», ha sottolineato nel post partita Zé Maria.

Dopodiché, trovato il pareggio con Staffa – al terzo gol in campionato e, a oggi, miglior marcatore dei bianchi – l’Olbia non è riuscita a ribaltare il risultato. «La reazione nel primo tempo mi ha soddisfatto, poi però siamo calati: la squadra non dura 90’, e su questo dobbiamo lavorare», ha detto ancora, a tal proposito, il tecnico brasiliano, arrivato la settimana scorsa al posto del dimissionario Lucas Gatti e terzo allenatore dell’Olbia dall’inizio della stagione.

A fine gara i galluresi si sono beccati i fischi della curva: contro il fanalino di coda del torneo e in casa l’Olbia doveva e poteva fare meglio, anche perché 7 punti dopo 12 giornate sono ben poca roba, e fanno temere il peggio (leggi retrocessione diretta). Ma a voler vedere il bicchiere mezzo pieno il pareggio con i sarrabesi muove la classifica, e i playout sono adesso più vicini (a -1), e rispetto alla vittoria del turno precedente col Savoia dà un briciolo di continuità.

Quanto alla Cos, la squadra affidata da qualche giorno a Sebastiano Pinna resta ultima, con 3 punti. Come l’Olbia, poteva e doveva far meglio. Ma intanto un punto in uno scontro diretto e in trasferta è meglio di nulla, ed è un punto dal quale ripartire.

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