Caldaro, decima stagione al Cus Cagliari: la capitana resta a Sa Duchessa
La capitana rossoblù sarà nel roster di coach Federico Xaxa anche per il campionato di Serie A2 Femminile 2026/27Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Eugenia Caldaro e il Cus Cagliari ancora insieme. La capitana rossoblù sarà nel roster di coach Federico Xaxa anche per il campionato di Serie A2 Femminile 2026/27, il decimo consecutivo con la maglia universitaria. Un legame iniziato nell’estate del 2017 e diventato negli anni uno dei più saldi nel panorama del basket in rosa a livello nazionale.
Ala forte classe 1996, originaria di Vicenza , Caldaro è arrivata in Sardegna dopo una promozione in Serie A1 conquistata con La Spezia. Da allora ha attraversato tutte le fasi della storia recente del Cus, disputando sette campionati di A2 e due di B. Nel 2022 ha contribuito al ritorno ai playoff di A2 dopo dodici anni, mentre in B ha guidato la squadra fino alla finale playoff del 2025 contro Viterbo, prima del ripescaggio nella seconda serie nazionale. Nell'ultima stagione è invece arrivata la salvezza ai playout.
Un percorso che va oltre il campo: durante gli anni a Cagliari, Caldaro ha completato gli studi all'Università degli Studi di Cagliari, conseguendo la laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo e dei processi socio-lavorativi. Oggi lavora come psicologa dello sport.
«Sinceramente mi commuovo al solo pensiero di questo viaggio», racconta la capitana, «sono consapevole che a volte il percorso è stato più tortuoso, ma è incredibilmente soddisfacente vedere che continua. Non so se sono una bandiera, ma sento i colori del Cus Cagliari cuciti sulla pelle: sono parte di me e sono pronta a tutto per questa squadra».
Il prossimo capitolo scatterà il 31 agosto, quando inizierà la preparazione in vista di una stagione che vedrà le universitarie nel Girone A di A2, insieme a Virtus Cagliari e San Salvatore Selargius. «Sarà fondamentale iniziare da subito a dare il massimo di noi stesse. È questo lo spirito che mi auguro i tifosi possano sempre vedere in noi sul parquet», conclude.
