Calcio, in Eccellenza fa rumore il silenzio dell’Olbia
Club avvolto dall’incertezza, in città si teme il fallimento ma c’è chi spera di poter ripartire da zero con una nuova societàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nel girone unico a 16 squadre del prossimo campionato di Eccellenza ci sono due formazioni galluresi che potrebbero abbandonare il gruppo all’ultimo momento: una è l’Ilvamaddalena, che come finalista dei playoff ha la possibilità di essere ripescata in Serie D, e l’altra è l’Olbia, di cui da tempo non si hanno notizie ufficiali e per la quale si teme il peggio.
Il silenzio, che dura da oltre un mese, ovvero dalla sconfitta contro l’Ischia costata la retrocessione ai playout, non fa presagire nulla di buono, con l’ipotesi della mancata iscrizione al torneo di competenza che va per la maggiore e i bianchi che, nel frattempo, hanno perso pure lo stadio “Bruno Nespoli”, la cui ristrutturazione costerà all’amministrazione comunale diverse centinaia di migliaia di euro.
Degli investitori che avrebbero dovuto dare una mano alla Prosoccer per pagare alla SwissPro le rate per il passaggio di proprietà dell’Olbia Calcio e organizzare la stagione 2026/27 non c’è traccia, mentre la scadenza del 30 giugno per la prima tranche da 125mila euro si avvicina, e pure il termine oltre il quale i giocatori saranno ufficialmente svincolati e potranno accasarsi altrove.
Da un lato c’è chi spera che la Prosoccer trovi le risorse per pagare quanto dovuto alla SwissPro e iscriversi al campionato di Eccellenza entro i termini (l’anno scorso l’ultimo giorno utile era il 18 luglio): se l’Olbia dovesse tornare agli svizzeri non ci sarebbero, infatti, i tempi tecnici per evitare il forfait, e il fallimento sarebbe dietro l’angolo.
Dall’altro lato, però, c’è chi auspica proprio questo, cioè il fallimento, per poter chiudere uno dei capitoli più bui del glorioso ultracentenario club gallurese e ripartire da zero, con una nuova società e una nuova matricola. Un ragionamento che dà l’idea dello stato dell’arte e del clima, triste per alcuni versi ma per nulla rassegnato, che si respira in città.
