Il Diavolo veste Prada 2: dopo l’inarrestabile debutto spuntano novità su alcune scene tagliate
Il film si conferma la migliore apertura di questa prima metà del 2026, superando in Italia anche il campione d’incassi “Michael”Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Lasciando ben poco spazio alle sorprese, l’uscita de “Il Diavolo veste Prada 2” si conferma, già dal debutto, la migliore apertura di questa prima metà del 2026. A conferma dell’attenzione riservata a un franchise che ancora oggi intriga e intrattiene come pochi, il sequel ha superato al box office nazionale perfino l’onda travolgente del campione d’incassi “Michael”, preparandosi ad affrontare senza timori anche le superproduzioni più attese della stagione.
Celebrando il ritorno in grande stile del duo Meryl Streep e Anne Hathaway, nuovamente nei rispettivi panni di Miranda Priestly e Andrea Sachs, “Il Diavolo veste Prada 2” ha raggiunto in Italia l’impressionante cifra di 14 milioni di euro, con un totale di 1,7 milioni di spettatori. Un risultato in linea con il successo globale del titolo, come confermano gli attuali 377,6 milioni di dollari complessivi. Buona parte degli incassi, come prevedibile, proviene dal mercato statunitense, dove il film ha debuttato con 77 milioni grazie alla distribuzione in 4.150 sale e a una media per sala di 18.554 dollari.
Di fronte a un riscontro tanto positivo, che ha superato ogni più rosea previsione e si prepara a infrangere ulteriori record, Daniel Frigo, Country Manager di The Walt Disney Company Italia, ha dichiarato: «Sono davvero orgoglioso ed entusiasta dei risultati al box office de Il Diavolo Veste Prada 2, che ha raggiunto oltre €14M con più di 1.7M di presenze in Italia. Numeri che dimostrano come Miranda, Andy, Emily e Nigel siano entrati nel cuore di tutti gli italiani. Milano e Como hanno contribuito in modo significativo alle scenografie del film, offrendo location di straordinaria bellezza e di grande valore storico e culturale ma anche valorizzando al meglio l'immagine del nostro Paese. Prima di tutto vorrei ringraziare i filmmaker e i nostri team internazionali in US e in EMEA che hanno reso questo sequel un fenomeno globale».
Diretto ancora una volta da David Frankel, “Il Diavolo veste Prada 2” affronta, a vent’anni dal suo predecessore, un tema che rispecchia il nostro tempo con assoluta immediatezza: la crisi dell’editoria cartacea e la diffusione sempre più pervasiva dell’informazione digitale. Ancora alla guida della rivista “Runaway”, Miranda sarà costretta a trovare un finanziatore per far fronte ai tagli che hanno colpito il settore e impedire la chiusura della società. Tale urgenza la porterà, per uno scherzo del destino, a rincontrare vecchie conoscenze: tra queste vi sarà la sua ex assistente Emily Charlton, ancora segnata dal ricordo di una collaborazione estenuante con la caporedattrice.
In concomitanza con l’uscita del film, la celebrity stylist Leslie Fremar ha rivelato di aver ispirato proprio il personaggio di Emily, sia nella versione cinematografica sia, ancor prima, nei romanzi della scrittrice Lauren Weisberger da cui sono stati tratti gli adattamenti cinematografici. In un episodio del podcast The RunThrough, Fremar ha ricordato i suggerimenti dati alla scrittrice per delineare il profilo della brand manager: «Ho detto a Lauren che un milione di ragazze avrebbero ucciso per avere quel lavoro. Quella battuta è decisamente mia perché ci credevo davvero, e sapevo che non era detto che lei volesse essere lì».
Ripensando anche agli effetti collaterali seguiti al successo del romanzo e del primo film, ha aggiunto: «È stata una vera e propria esposizione mediatica. Anche se qualcuno le aveva ovviamente consigliato di scriverlo come un'opera di finzione, in realtà si basava su molte cose che, sai, io ho vissuto, lei ha vissuto... Probabilmente non sono stata molto gentile, e probabilmente ero nervosa perché sentivo di dover fare anche il suo lavoro. Quindi per me è stato davvero frustrante. Credo che lei se ne stesse probabilmente lì seduta a scrivere un libro senza prendere il lavoro con la stessa serietà con cui lo prendevo io».
Come accade per molti altri progetti, anche per “Il Diavolo veste Prada 2” si è reso necessario il taglio di alcune scene. Tra gli interpreti esclusi dal montaggio figura anche Conrad Ricamora, che nei piani iniziali avrebbe dovuto interpretare il coinquilino di Andy. Nonostante questa spiacevole decisione - dovuta principalmente alla necessità di snellire la trama da un numero di personaggi secondari che avrebbe potuto risultare eccessivo - l’attore non ha esitato a definire l’esperienza sul set «una delle migliori della mia vita». E, senza rinunciare a una buona dose di ironia e sportività, ha ricondotto la sua esclusione a «qualcosa riguardo al mio essere troppo sexy e attraente e ad avere i miei muscoli troppo grandi... la storia della mia vita».
