Sono tante le storie che dalle pagine di un libro hanno visto sviluppare la narrazione per finire in televisione o sul grande schermo delle sale cinematografiche. Anche questa volta il passaggio è lo stesso. Ma ciò che verrà raccontato molto presto in Italia non è nato dalla creatività di un romanziere.

La penna dello scrittore è andata ad attingere direttamente dalla realtà che, si sa, in quanto a fantasia non scherza, e in questa caso (anzi in questi casi) dalla cronaca più nera della nostra nazione. Da una parte uno delle vicende giudiziarie più dolorose degli ultimi anni, la morte di Stefano Cucchi, e dall’altra i fatti legati all’inchiesta di Mafia Capitale.

A quasi otto anni dalla scomparsa del giovane romano (morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare all’ospedale Sandro Pertini) la tragica storia diventerà dunque una serie. Domenico Procacci della Fandango ha fatto suoi i diritti di adattamento cinematografico e televisivo del libro di Carlo Bonini “Il corpo del reato”, edito da Feltrinelli.

Stefano Cucchi

Mentre Netflix e Rai svilupperanno a brevissimo una fiction tratta dal libro premonitore “Suburra” (Einaudi) già diventato film per raccontare sul grande schermo Mafia Capitale. "La vicenda del giovane geometra e la battaglia della sorella Ilaria per ottenere giustizia, verrà dunque raccontata partendo dal libro. Nel volume, viene tracciato tutto l’iter processuale, i colloqui con i familiari, lo studio delle perizie medico-legali sulle cause della morte. Ma ci sono anche tante interviste che hanno consentito all’autore di trattare la trama come si trattasse di un romanzo.

Massimo Carminati, arrestato nell

Il lavoro di scrittura della sceneggiatura è già cominciato e vede coinvolti, insieme al giornalista anche il regista Daniele Vicari, Laura Paolucci ed Emanuele Scaringi, lo stesso gruppo di scrittura di “Diaz”, altro buco nero della giustizia italiana.

Sarà la prima produzione italiana a sbarcare sulla piattaforma Netflix: Suburra, dopo il film diretto da Sollima, sarà raccontato in dieci episodi diretti da Michele Placido, Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi, prodotti da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction. Le riprese, cominciate lo scorso novembre a Roma, hanno coinvolto Alessandro Borghi che, come nel film, vestirà i panni di Numero 8, Adamo Dionisi, Giacomo Ferrara, Claudia Gerini, Filippo Nigro. La serie, scritta da Daniele Cesarano e Barbara Petronio (che insieme hanno lavorato per “A.C.A.B.”) con Ezio Abbate, Fabrizio Bettelli e Nicola Guaglianone, è ambientata qualche anno prima dello scandalo politico realmente accaduto nella Capitale al quale si ispira. Dopo la première su Netflix, “Suburra” verrà trasmessa dalla Rai.
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