È il giorno dell’addio a Enrica Bonaccorti, morta lo scorso 12 marzo a 76 anni per un tumore al pancreas.

I funerali della storica presentatrice e attrice nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo a Roma, dove risuonano “Il Cielo” di Renato Zero, suo grande amico, e “La lontananza” che Bonaccorti aveva scritto per Domenico Modugno. 

Ad attendere la salma in chiesa la figlia Verdiana e l'ex marito Daniele Pettinari. E poi Alba Parietti, Giancarlo Magalli, Guillermo Mariotto, Laura Delli Colli, Gloria Guida e tanta gente comune che ha voluto salutare una donna capace di entrare nel cuore di tutti.

«Mi mancherà il tuo sorriso gentile – la lettera di Renato Zero letta da monsignor Antonio Staglianò – Ma ti sentirò sempre e per sempre vicino. Lascerò sempre aperta la mia porta perché sono sicuro che passerai a trovarmi. Ti rivedrò».

«Enrica - spiega Staglianò - ha scritto di solitudini, di attese tradite, di anime in cerca di luce. Cercava di dare un nome al dolore, alla morte, all'ingiustizia. Nei suoi scritti ci ha consegnato un'umanità ferita ma non spezzata. Un'umanità sola, ma ancora dotata della capacità di amare». «Non ha mai nascosto le sue fragilità, le sue rughe. Aveva la capacità di soffermarsi sui dettagli, due mani che si toccano sotto al tavola, la spazzola di una bambina. E Dio ama infinitamente questi piccoli particolari che sono segno di amore. Enrica è una donna che ha tanto amato: sua figlia, i suoi personaggi, i suoi libri. I suoi spettatori e i suoi lettori».

Bonaccorti aveva un legame molto stretto con l’Isola: era arrivata a Sassari appena tredicenne, figlia di un papà ufficiale di sicurezza, e qui avrebbe trascorso tre anni della sua vita.

(Unioneonline/D)

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