Un percorso che si è snodato tra i vari angoli della provincia, e che fa ora ritorno alle origini con altre occasioni di spicco: dopo le due partecipatissime serate all'anfiteatro di Tharros con Carmen Consoli, Matteo Caccia e Stefano Bollani, il Dromos Festival fa ritorno questo giovedì Oristano, dove il Giardino del Museo Diocesano Arborense diventa teatro per il concerto del trio L'Antidote, sul palco dalle ore 22.

Un nuovo appuntamento nel segno del dialogo interculturale, con ospite un progetto internazionale che riunisce al suo interno il percussionista iraniano Bijan Chemirani, il pianista e compositore franco-libanese Rami Khalifé e il violoncellista albanese Redi Hasa. E proprio il nome del terzetto prende origine dall'idea di musica come antidoto alle brutalità del presente, nell'incontro di identità e linguaggi differenti che assume forma di resistenza, in un'era caratterizzata da conflitti, crisi e profonde trasformazioni.

Questioni alle quali L'Antidote risponde attraverso il suono, costruendo uno spazio in cui l'ascolto diventi un momento di confronto e ricchezza condivisa nella diversità, libero da confini geografici e stilistici. Così, tradizione e avanguardia convivono con naturalezza, con l'improvvisazione che fa da filo conduttore a un racconto sonoro in viaggio tra l'Oriente e il Mediterraneo, tra memoria e contemporaneità, abilità nella scrittura e istantanea creatività. Dopo essersi uniti nel 2020, i tre artisti hanno debuttato con l'omonimo album lo scorso anno, pubblicato per Ponderosa Records

Dromos proseguirà sempre questa settimana a Oristano, spostandosi stavolta in piazza Duomo per domenica 2, in uno degli eventi più attesi di quest'anno: arriva infatti dagli Stati Uniti Cory Henry con i suoi The Funk Apostles, già vincitore di numerosi Grammy e considerato tra i più influenti autori della musica afroamericana contemporanea. 

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