Tutti in piedi a ballare: è il celebre brano "Il pescatore" a far scatenare il pubblico che ha riempito il teatro di Tharros. Cristiano De André è stato protagonista di uno degli appuntamenti più attesi della rassegna “I Giganti dell'Arte 2026”.

Una prova notevole di qualità musicale, capace di ripristinare con rigore e sensibilità personale la profondità dell'universo poetico di Fabrizio De André. Il concerto si è aperto con Mega Megun e A Cimma, introducendo il pubblico in un percorso costruito attraverso alcune delle pagine più significative del repertorio di Fabrizio De André. Sono seguite Ho visto Nina volare, Don Raffaè, Se ti tagliassero a pezzetti, Smisurata preghiera e Verranno a chiederti, in una prima parte scandita anche dai momenti di dialogo con la platea. Cristiano De André ha attraversato questo patrimonio musicale senza limitarsi alla rievocazione. Le interpretazioni hanno mantenuto intatta la forza dei testi e delle melodie, rivelando al tempo stesso una cifra personale, maturata in anni di confronto con l'opera del padre. Ne è emerso un racconto coerente, nel quale memoria familiare ed eredità artistica si sono incontrate senza sovrapporsi. 

L'artista ha sottolineato il legame profondo con la Sardegna, terra nella quale ha scelto per vivere. Ha condiviso aneddoti su Fabrizio e sull'ultimo tour affrontando insieme, ricordando come il padre gli aveva affidato nel tempo un ruolo sempre più importante, accordandogli una fiducia crescente. Ha ricordato la convinzione del padre che non esistevano poteri buoni e il suo rifiuto della violenza, sottolineando che ogni cambiamento deve cominciare dalle relazioni quotidiane, a partire «dal vicino di casa». Il percorso è proseguito con La canzone del padre, Nella mia ora di libertà, Bocca di Rosa, Amico fragile, Marinella e Coda di lupo. Canzoni diverse per scrittura e atmosfera, unite dalla capacità di raccontare figure ai margini, conflitti, sentimenti e desideri di libertà.

La risposta del pubblico è stata costante, con lunghi applausi che hanno accompagnato anche i passaggi più intimi dell'esibizione. Nella seconda parte, Sidun ha aperto una nuova sequenza, seguita da un medley e da alcuni dei brani più attesi della serata: Il testamento di Tito, Via del Campo, Volta la carta, Quello che non ho e Fiume Sand Creek. È stato soprattutto in questa parte che il pubblico ha cantato insieme all'artista, trasformando l'ascolto raccolto dell'inizio in una partecipazione sempre più intensa. Dopo Fiume Sand Creek, Cristiano De André ha lasciato il palco. Richiamato a lungo dal pubblico, è tornato per una sequenza di tre bis: Creuza de mä, Il pescatore e Canzone dell'amore perduto. Il concerto si è chiuso con la platea in piedi, molte persone raccolte sotto il palco e un lungo applauso finale. Una risposta calorosa che ha confermato il pieno successo dell'evento e la soddisfazione del pubblico. Il programma prosegue questa sera, martedì 28 luglio alle 22, con Carmen Consoli, protagonista dell'unica tappa in Sardegna del suo tour. 

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