Ottima partenza per il Festival delle Città Regie
Dopo Alghero saranno Castelsardo e Sassari a ospitare Demuro, Gazale, Tangianu e i Tenores di OniferiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tra lirica e canto tradizionale sardo si è aperto ad Alghero il Festival delle Città Regie. Dopo la riuscita tappa al Forte della Maddalena, il nuovo progetto dell'ente de Carolis si trasferirà domani a Castelsardo (ore 22) e il 30 luglio al Teatro Comunale di Sassari (ore 20.30).
Protagonista del progetto è Francesco Demuro, uno dei tenori italiani più apprezzati della scena internazionale, al centro di uno spettacolo costruito come un viaggio nella sua storia artistica e umana, tra le grandi pagine del repertorio operistico, la tradizione melodica italiana e gli esordi della sua carriera, quando ancora bambino si esibiva nelle piazze della Sardegna come giovane cantore.
Con la conduzione di Ambra Pintore, la serata ha ripercorso la vita artistica del tenore portotorrese non solo valido minicantadore a chitarra e Oscar della lirica, ma capace di interpretare con passione e competenza anche alcune grandi pagine della tradizione melodica italiana e napoletana. Il pubblico ha accompagnato con lunghi applausi la sua esibizione partita con Core 'ngrato e 'O surdato 'nnammurato e Granada.
Le radici del folk hanno trovato una delle espressioni più significative nella presenza dei Tenores di Oniferi, tra i più autorevoli interpreti del canto a tenore. Lo stesso dialogo tra lirica e tradizione è proseguito con l'intervento di Dante Tangianu, tra i maggiori interpreti e divulgatori delle launeddas.
La serata ha offerto anche l'occasione di rivedere su un palco sardo Alberto Gazale nel ruolo di baritono. Il direttore artistico del de Carolis, protagonista come cantante delle scene internazionali. Dopo l'interpretazione della celebre aria del Toreador dalla Carmen di Georges Bizet, Gazale si è esibito con Demuro nel duetto Au fond du temple saint, tratto da Les pêcheurs de perles. Il brano che celebra il valore dell'amicizia è considerato una delle pagine più intense e raffinate del repertorio operistico francese.
La parte finale del concerto ha quindi riportato il tenore al grande repertorio pucciniano con E lucevan le stelle, da Tosca di Giacomo Puccini, e al finale di Turandot con Nessun dorma, tra le arie più celebri dell'intera storia dell'opera. Entrambe le interpretazioni hanno riscosso un grande successo, accompagnate da lunghi e prolungati applausi del pubblico.
L'Orchestra dell'Ente de Carolis è stata diretta da Alessandro Palumbo.
