Questa sera lo vedremo in tv a sfidarsi tra i fornelli con un altro giovane chef. Dario Piras, 21enne di Iglesias, è tra i protagonisti della puntata di oggi (alle 19.30 su Tv8) di "Cuochi d'Italia under 30". Già dai 14 anni aveva capito quello che voleva fare: cucinare cucinare e cucinare.

"Questa è stata un'esperienza importantissima per me - racconta a UnioneSarda.it - iniziata quasi per gioco".

Come per gioco?

"Un anno fa, per caso, stavo guardando il programma e sotto le immagini è apparsa la scritta 'se vuoi partecipare scrivi a...', quindi ho mandato una mail. Poi me ne sono anche dimenticato, non ci ho pensato più".

Invece?

"L'estate scorsa ho ricevuto una telefonata dalla redazione in cui mi chiedevano se fossi interessato a prendere parte a un'edizione speciale per giovani chef sotto i 30 anni. Non me l'aspettavo davvero".

Ha fatto dei casting?

"Sì ma a causa della pandemia da coronavirus sono stati in video. Giravo dei filmati e poi li inviavo, venivano giudicati da un'apposita giuria".

Come si fa a valutare un piatto senza assaggiarlo?

"Hanno considerato come mi muovevo in cucina, come preparavo le pietanze, quanto rispettavo gli ingredienti".

E poi è stato scelto.

"Non ci credevo, ho pensato a uno scherzo. Ma a novembre il sogno si è realizzato e sono andato negli studi di Cologno Monzese per registrare la puntata".

Com'è andata?

"Non posso svelare nulla. Solo che io rappresentavo la Sardegna e sfidavo uno chef umbro, più o meno mio coetaneo".

Cosa ha preparato?

"Top secret, posso dire solo che quello che ci è stato chiesto era di cucinare piatti della nostra tradizione ma con qualche innovazione dettata dalla nostra esperienza, rivisitati insomma".

Era la prima volta che andava in tv?

"In realtà avevo partecipato con la scuola, l'Ipsia di Iglesias, a "La brigata", lo showcooking di Videolina. Ma l'emozione davanti alle telecamere è stata grandissima, anche perché cucinavo sotto gli occhi di Gennaro Esposito, Diego Rossi, tutti chef stellati. E la conduzione del programma è a cura di un altro grande nome, Cristiano Tomei".

Ha parlato con i giudici?

"Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola, al di là delle riprese. Sono persone molto competenti, come si può immaginare, e ogni consiglio - nel bene e nel male - è sempre costruttivo e ben accetto. Sicuramente mi aiuta a crescere".

Quali sono le sue specialità?

"Tutti i primi piatti, dove c'è la pasta ci sono io. Soprattutto a base di pesce come linguine all'astice o ai ricci".

E quali sono i segreti per la buona riuscita?

"Intanto materie di prima qualità e fresche. È importante avere fiducia nei fornitori per essere sicuri che ci diano prodotti ottimi. Dal pesce alla pasta. E poi avere un po' di manualità che fa capire quali sono i momenti giusti della preparazione, un occhio sempre ai tempi, e infine terminare la cottura in padella, tipo risottatura".

Cosa vede nel suo futuro?

"Attualmente lavoro in un ristorante di Iglesias, vorrei aprire un locale tutto mio, magari a conduzione familiare e con pochi posti: le donne della mia famiglia sono tutte ottime cuoche, andrei a colpo sicuro".
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