Siamo tutti in trepidante attesa di scoprire come stiano procedendo, negli studi Amazon MGM, i lavori sul prossimo "007". Dopo un investimento stimato intorno ai 20 milioni di dollari per ottenere i diritti del franchise, stando ai dati forniti da Variety, abbiamo assistito alla fine di un’era con la cessione del pieno controllo creativo all’azienda di Seattle da parte degli storici produttori Michael G. Wilson e Barbara Broccoli. Ciò, inevitabilmente, ha reso il prossimo appuntamento con la spia britannica ancora più atteso, portando con sé inevitabili dubbi sulla riuscita di un progetto che, per la prima volta, sta affrontando un processo di sviluppo profondamente diverso rispetto al passato.

Dalle informazioni disponibili, sappiamo che il nuovo film è sotto la guida dei produttori Amy Pascal e David Heyman. La sceneggiatura è firmata da Steven Knight, a cui dobbiamo il celebre fenomeno televisivo "Peaky Blinders", mentre alla regia troviamo il cineasta Denis Villeneuve, entusiasta di aderire al progetto dopo il successo riscosso con gli adattamenti di "Dune" e pronto a tornare a fine anno con il capitolo conclusivo, "Dune - Parte Tre".

Ad aver fatto discutere, tra indiscrezioni e presunti leak, è stata soprattutto la ricerca del nuovo volto che interpreterà l’agente con licenza di uccidere, ancora non annunciato ufficialmente. Tra i tanti nomi emersi abbiamo sentito parlare, ad esempio, di Henry Cavill, Aaron Taylor-Johnson, Jacob Elordi, Callum Turner e Harris Dickinson. Per lungo tempo si è fatta strada anche l’ipotesi di Idris Elba, star apprezzatissima dal pubblico internazionale e con tutte le caratteristiche, almeno sulla carta, per dare vita a un Bond di successo.

Ad aver disilluso le speranze, tuttavia, è stato proprio lo stesso attore, che ha ritenuto improbabile l’ipotesi di vedere un personaggio così radicato nell’immaginario collettivo interpretato da un attore nero. Ha dichiarato in proposito, nella sua ultima intervista a British GQ: «James Bond è stato scritto in un certo modo per un motivo. E poi, realisticamente, credo che alcuni mercati semplicemente non lo accettino. Bond è un fenomeno mondiale. E non tutti i pubblici apprezzerebbero un uomo di colore, un uomo africano, che interpreta Bond. Non è ciò che piace nella loro cultura. Punto. Non cerchiamo di renderlo politicamente corretto o woke. Credo che si debba rimanere fedeli alla sua essenza: l'evasione. Non bisogna cercare di assecondare i gusti del pubblico. Bisogna semplicemente essere Bond».

Sul conto di altri nomi gettonati, come Jacob Elordi e Callum Turner, è intervenuta invece Debbie McWilliams, storica casting director che ha collaborato al franchise per decenni. Smorzando anche stavolta l’entusiasmo di alcuni, McWilliams afferma che il personaggio di James Bond non può prescindere da un’aura di mistero e che la crescente notorietà dei due attori, ormai divenuti troppo familiari e riconoscibili, contrasta con questo presupposto. Intervistata da The Independent, ha affermato a riguardo: «Non voglio vedere nessuno di loro come James Bond. Dobbiamo sapere il meno possibile della sua vita privata».

Ricordando che, al momento della selezione, attori come Timothy Dalton, Pierce Brosnan e Daniel Craig non erano granché noti al grande pubblico, ha ribadito quanto ciò sia stato essenziale per mantenere l’alone di segretezza caratteristico del personaggio. Ha continuato: «Vorrei qualcuno che arrivasse completamente dal nulla».

Non meno curiosità suscitano le chiacchiere sulla star che potrebbe interpretare il prossimo villain. Anche in questo caso si sono rincorsi nomi di spicco come quelli di Adam Driver, Cillian Murphy e Barry Keoghan, personalità che, in svariate occasioni, hanno saputo dimostrare la propria adattabilità a ruoli complessi e oscuri. Si tratta tuttavia, almeno per il momento, di mere speculazioni e non possiamo far altro che attendere notizie più attendibili.

Nel frattempo, ha attirato non poca curiosità il ritrovamento di una vecchia demo musicale pensata per il film "007 - Il mondo non basta", scritta nientemeno che da Chris Martin, frontman dei Coldplay. Intitolato proprio come il film, il brano è stato realizzato nel 1999 ed è rimasto un’idea nel cassetto, registrato con la sola voce di Martin e un accompagnamento di chitarra acustica. Attualmente la canzone, custodita all’interno di un’audiocassetta, è all’asta in una vendita curata da Wax Poetics e ha già superato i 1500 dollari di valutazione, con scadenza fissata al 19 luglio.

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