Turisti per sport e, a volte, anche sportivi per turismo. Il legame tra appuntamenti sportivi e flussi turistici è sempre più saldo e per la Sardegna non può che essere un vantaggio. Non parliamo del turismo attivo, del cicloturismo o del trekking, ma di un altro fenomeno. Quello che trasforma una gara, una partita, una regata in un attrattore di viaggiatori che arrivano anche da lontano. Il turismo non è la prima motivazione per spostarsi ma è la conseguenza di una passione che risiede altrove. Di cosa parliamo? Magari non del “mordi e fuggi” di un tifoso di calcio che arriva a Cagliari per seguire la propria squadra di Serie A e al massimo fa un giro in centro prima di andare allo stadio. Parliamo di chi mette in preventivo una trasferta più lunga, di chi approfitta di una gara alla quale deve partecipare (di corsa, di triathlon, di ciclismo o altro) per far fare alla famiglia un weekend o anche una settimana in cui scoprire il territorio. Non è un caso se ormai da molti anni la Regione abbia investito nei cosiddetti “grandi eventi” non con i soldi destinati allo Sport, ma con quelli del Turismo.

La grande vela

Il caso più eclatante è la recente Regata Preliminare di Coppa America. A Cagliari sono arrivate squadre e tifoserie. I quattro team che hanno sfidato Luna Rossa hanno portato una sessantina di membri ciascuno per almeno tre settimane. C’è poi il caso dei britannici di GB1-Athena Racing che sono arrivati a febbraio e andranno via a fine agosto, per spostarsi poi direttamente a Napoli. Mirco Babini, che ha coordinato l’organizzazione locale, spiega: «Parliamo di 45 persone fisse, quindici famiglie che hanno preso casa in città per sei/sette mesi». Ma il grosso è rappresentato dal seguito dei tifosi: «L’Università di Cagliari fornirà presto i risultati di uno studio commissionato dalla Regione. Possiamo però dire che, nei giorni delle regate non meno di centomila persone hanno affollato il village, il lazzaretto e le altre aree da cui si potevano vedere le barche. Domenica, in occasione dell’ultimo dockout show, al porto c’erano 24mila persone». Sin qui la terra, ma nella vela il pubblico era anche in mare: «Per la finale parliamo di 380 imbarcazioni accreditate, che possono significare 4500 spettatori». Dati approssimativi ma grandemente indicativi.

Gli eventi di un giorno

Restando a Cagliari, ogni anno sono molte le persone che approfittano di due avvenimenti ormai consolidati, la SoloWomenRun e la mezza maratona “Cagliari Respira” per un weekend in città. Tra le migliaia (quindicimila per la corsa in rosa, cinquemila per la maratonina) di partecipanti, sono ormai diverse centinaia quelli che arrivano da fuori della Sardegna. Il Comune sta facendo pressioni sul Cagliari Marathon Club perché faccia il grande salto: il capoluogo smania per entrare nel circuito delle maratone ma serve un investimento cospicuo e convinto. E non sempre la città (in particolare una parte degli automobilisti) si mostra accogliente nei confronti di queste manifestazioni che incidono sul traffico. Intanto la città ha perso il grande triathlon mondiale, che si è trasferito ad Alghero. Quest’anno la città catalana ha raddoppiato, con le World Series (il più importante appuntamento sportivo, ma con pochi atleti professionisti) e soprattutto l’Ironman 70.3. Questa novità ha portato nella Riviera del Corallo non meno di cinquemila persone per il weekend del 5-6-7 giugno. Ogni atleta porta con sé un paio di accompagnatori.

Corse a tappe

Da un punto di vista del numero di notti in hotel e dell’ampiezza del territorio che interessano, danno più soddisfazione le manifestazioni in più giorni. La Chia Sport Week (tradizionalmente a fine aprile) ha provato a mettere insieme appuntamenti di corsa, triathlon, nuoto e ciclismo per tenere i partecipanti e le loro famiglie nell’Isola per diversi giorni. Nello stesso periodo, da trent’anni il GiroSardegna di ciclismo amatoriale ne richiama da 400 a 1000, a seconda delle edizioni. La formula prevede un unico hotel (che cambia di anno in anno) e percorsi diversi “a margherita” ogni giorno: si gareggia su strada, ma da qualche anno c’è anche una gara Gravel, che consente di scoprire anche gli sterrati. A proposito di gravel, c’è una manifestazione che non è agonistica ma turistico-sportiva, un’avventura che porta in giro per tutta l’Isola i bikepackers, ovvero i ciclisti in autosufficienza, con le borse sulla bici. Si chiama “Shardana BikeAdventure” ed è fresca di menzione speciale all’11° Oscar del Cicloturismo italiano. Spiega l’organizzatore Massimiliano Molon: «Quest’anno la seconda edizione ha portato 170 persone, delle quali il 35% italiani e il 65% stranieri: tedeschi e belgi su tutti, ma anche americani e un australiano. Chi l’anno scorso ha cercato più la performance, è tornato cercando un approccio più turistico». L’organizzatore fornisce una traccia gps che porta i ciclisti da Olbia a Olbia attraverso un percorso che è almeno per metà sterrato, lontano dai problemi del traffico: «Chi sono? Persone che cercano esperienze e i nostri partner fanno in modo di raccontare loro una Sardegna di alto livello. A volte bivaccano, ma sono turisti altospendenti, che cercano emozioni fuori dalle solite comodità». Carlo Alberto Melis RIPRODUZIONE RISERVATA

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