Manovra: tre giorni per il via libera, polemiche sul doppio ruolo di Todde
Oggi in aula si riprende dall’esame dell’articolo 2 sulla Sanità ma l’assessora ad interim non ci saràPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Tre giorni di tempo per approvare la Finanziaria 2026 ed evitare il secondo mese di esercizio provvisorio. C’è un accordo di massima tra gli schieramenti: la maggioranza sembra aver accettato la richiesta del centrodestra di istituire un fondo per i danni del ciclone Harry già in manovra. E quello già raggiunto per aumentare di cento milioni di euro il fondo unico degli enti locali. Le condizioni per un via libera rapido e indolore ci sono. Ma l’equilibrio è fragile. Basta nulla per romperlo.
Oggi in aula si riprende dall’esame dell’articolo 2 sulla sanità. Ma la presidente della Regione, da qualche settimana anche assessora ad interim alla Sanità, è impegnata con il ministro Musumeci nei sopralluoghi sulle zone colpite dal maltempo. E stamattina non sarà in Aula. Non un bel segnale per il centrodestra che ha già chiesto alla governatrice di abbandonare il doppio ruolo.
«Spero vivamente che la presidente possa essere in Aula e partecipare al dibattito, diversamente sarebbe la prima dimostrazione di quanto abbiamo sinora sostenuto, cioè del fatto che svolgere bene i due ruoli, non sia possibile», spiega il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca. Per Fausto Piga (FdI) «il rischio è che, facendo tutto, si faccia tutto male. Ovviamente la presidente deve essere presente alla visita istituzionale del ministro, e contemporaneamente dovrebbe essere in aula come assessora. Ma non ha il dono dell’ubiquità e uno dei due impegni salterà, penso quello in Consiglio, appuntamento determinante per evitare l’esercizio provvisorio. Infatti la sua assenza ci costringerà a modificare l’agenda dell’ordine del giorno».
Prima della seduta, prevista per le 10.30, una conferenza dei capigruppo guidata dal presidente dell’Assemblea Piero Comandini deciderà il da farsi. È possibile che l’esame dell’articolo sulla sanità sia spostato e che sia anticipata la discussione di un’altra parte della manovra da 11,6 miliardi.
