L’uso del “noi”, frasi come «Vediamo come sta il nostro partito...» e «Gli scorsi anni sono stati tanti gli esponenti della sinistra che si sono confrontati qui ad Atreju, adesso c'è chi preferisce pensare a come vestirsi», evidente frecciata alla segretaria del Pd Elly Schlein.

Polemiche per l’intervento di “moderazione” di Paolo Corsini, giornalista e direttore di Approfondimento della Rai nel corso di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni, in corso a Roma. 

A puntare il dito contro l’imparzialità del giornalista e dipendente della tv pubblica che sarebbe venuta meno lasciando il posto alla “militanza” è stato innanzitutto il Pd.

«I suoi programmi vanno male e lui, invece di stare a lavorare in Rai per provare a risollevare, che fa? Sta ad Atreju non a fare il semplice conduttore ma ad attaccare Schlein. Non si è mai visto un direttore della Rai che attacca ad un'iniziativa di partito la leader di quello avversario come se fosse un militante. Inaccettabile. Si scusi o si dimetta», hanno tuonato i componenti dem della commissione di Vigilanza Rai. Ma critiche sono arrivate anche dal M5S. 

«Credo che un giornalista del servizio pubblico debba garantire un atteggiamento sempre equidistante, a prescindere dal contesto in cui opera», il commento, invece, della presidente Rai Marinella Soldi.

Dal canto proprio, Corsini ha poi spiegato: «Quando si estrapolano parole dal contesto in cui sono state espresse, si corre sempre il rischio di prestarsi a facili critiche e strumentalizzazioni. Ieri sono stato invitato a moderare il dibattito introduttivo di una manifestazione che, in questi giorni, presenta al pubblico un parterre di ospiti e personalità di altissimo livello. In questo quadro, mi dispiace davvero che alcune mie frasi abbiano generato fraintendimenti».

(Unioneonline/l.f.)

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