Quelle scorie pericolose: il commento dell’11 maggio 2026
Di Enrico PiliaLe scorie affiorano, quando l’obiettivo si sposta una settimana più avanti. Inevitabilmente. Giochi bene per oltre un tempo, ti affacci spesso dalle parti del portiere avversario. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, non solo nel calcio: non segni e segnano gli altri, perché ci credono, perché hanno un atletismo impressionante e gente che sotto porta dimostra di avere più fame. E quindi le scorie, la rissa, lo show peggiore per una manifestazione sportiva di vertice, siamo in Serie A.
Immagini che in tempo reale hanno fatto il giro del mondo, il “prodotto” calcio che perde appeal e la parte più nervosa e ormonale dei ventidue in campo che prende il sopravvento. L’episodio sotto indagine – presunti epiteti di stampo razzista, Dossena vs Davis – verrà chiarito presto: c’è una versione, quella del Cagliari, e quella dell’Udinese che è diametralmente opposta. Ci sarà una coda, velenosissima, dove non si parlerà di calcio. Sul campo, però, resta anche il risultato.
Il Cagliari è riuscito a rendere meno piacevole questo finale di stagione con un’altra batosta. Figlia – prendiamo spunto dai commenti del dopo gara – “dell’imprecisione“, della “disattenzione“, nonostante “l’atteggiamento giusto“. Un passo falso, l’ottavo su 18 partite giocate alla Unipol Domus, che colloca ancora la squadra guidata da Pisacane nel girone degli incerti. Sarebbe un clamoroso epilogo se dovessimo assistere, fra tre settimane, a uno spareggio. Uno scontro con una squadra, la Cremonese, che comunque lancia segnali di vita, vedi il successo di ieri. Quel maledetto-benedetto punticino è lì, aspetta solo le maglie con i Quattro Mori.
Cari ragazzi, metteteci le mani sopra e via, vacanze meritate. Nulla da dire sull’impegno, sul carattere, sull’applicazione, il Cagliari si deve sentire sicuro per queste voci. Ma quell’imprecisione nei passaggi, nel ripartire e nell’area avversaria, è un difetto grave che l’Udinese, una su tutte, non ha mostrato. A Cagliari abbiamo visto squadre come il Sassuolo, il Bologna, che senza dubbio hanno qualità e organici interessanti ma non sono decisamente superiori ai “nostri, guardarsi bene dal mettere insieme una serie di errori come quelli che hanno tenuto il Cagliari a quota 37. E le scorie, col traguardo che si allontana col tempo che diminuisce, affiorano.
C’è il tifoso che mugugna allo stadio, dopo aver urlato a squarciagola con l’Atalanta, quello che si sfoga sui social, mentre la squadra cerca di tenere fino alla fine. Arriva il Toro, alla Domus c’è un’altra occasione.
Enrico Pilia