Non essere sempre agnelli: l’intervento del 14 gennaio 2026
Di Salvatore Cubeddu«Viviamo in un mondo, quello vero, governato dal potere e dalla forza: è una ferrea legge, in vigore fin dall’alba dei tempi». È il cuore del messaggio trasmesso tramite la Cnn dal vicecapo di gabinetto del Presidente degli USA, Stephen Miller. Siamo ritornati alla favola del lupo e dell’agnello, esplicita riproposizione della pratica dell’uomo delle caverne, concetto ricorrente delle scelte che dall’America vanno sconvolgendo le direttrici della politica internazionale.
Da giorni si parla e si scrive tanto di Trump e del Venezuela, dopo il rapimento del presidente Maduro. Sullo sfondo ci sono la Groenlandia e i problemi per l’Europa. E l’Ucraina e i futuri rapporti con l’impero russo. Ma cosa succederà con i progetti della Cina su Taiwan? Restando intatto il marcire della prima fase della cosiddetta pace a Gaza. Tutto questo viene concentrato nelle ragioni della forza e del potere.
Tornando all’indietro: il giorno dopo il Natale, questo giornale titolava con l’attacco del leader della Cgil, Fausto Durante, contro la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari, per il regalo del trasporto aereo al capitale finanziario privato sardo-italo-internazionale. Il giornale del 24 riportava il rigetto, da parte della Corte Costituzionale italiana, del commissariamento delle Asl attuato dalla Todde, la sostituzione dell’assessore alla sanità e la nomina dei nuovi direttori generali delle ASL, anche per prevenire eventuali risarcimenti personali.
All’inizio della scorsa settimana, dalla stessa Corte Costituzionale è arrivata l’attesa e temuta bocciatura della legge regionale numero 20 sulle aree idonee. Qualche giorno dopo, l’annuncio della destinazione delle carceri di Cagliari, Sassari e Nuoro al ruolo di massima sicurezza, con la cura esclusiva dei condannati della legge 41 bis, cioè della delinquenza italo-nazionale.
Così, nel corso delle vacanze, Roma ha confermato a Cagliari l’inasprimento di tutte le servitù contro il popolo sardo: energetiche, territoriali, burocratiche, carcerarie, dei trasporti. E ora?
Intanto ricordiamo la favola di Esopo (Delfi, 564 a. C): un lupo vide un agnello che beveva ad un torrente, sotto di lui, e gli venne voglia di mangiarselo. Così, gli disse che, bevendo, sporcava la sua acqua. «Ma tu sei a monte ed io a valle, è impossibile che bevendo al torrente io sporchi l’acqua che scorre sopra di me!» rispose l’agnello.
Venuta meno quella scusa, il lupo ne inventò un’altra: «Tu sei l’agnello che l’anno scorso ha insultato mio padre, povera anima». E l’agnello, di nuovo, gli rispose che l’anno prima non era ancora nato. «Sei bravo a inventare delle scuse per tutto» gli disse il lupo, poi saltò addosso al povero agnellino e lo mangiò.
Così va la vita, conferma il lupo Trump, contro la volpe Maduro e nell’affermazione dei propri interessi, dappertutto. E se sei agnello? Controllate come vada comportandosi lo Stato italiano nei confronti delle istituzioni della Sardegna e il suo popolo. O no?
Un attimo, prima di rispondere! C’è un ulteriore passaggio di consapevolezza geopolitica, che ci arriva – guarda un po’! – da un passo del vangelo, che non teme di raccontarci che anche tra gli apostoli non mancassero contrasti. Siamo nel tema.
Infatti, «nacque pure una contesa tra essi: chi di loro fosse da considerarsi il più grande. Ma egli disse loro: “Voi sapete che i capi delle nazioni spadroneggiano su di esse e coloro che dominano su di esse si fanno chiamare benefattori. Tra voi non deve essere così, ma, al contrario, chi vuol essere grande tra voi dovrà essere vostro servo. Come io con voi”» (Mt, 20,20 ss e Lc 22,24). Ponendo, così, le basi dell’autorità come servizio alla comunità.
Tant’è: in altri passi lui viene definito quale agnello mandato al macello. E la stessa struttura della Chiesa viene normalmente governata dal Codice di diritto canonico. E allora?
Allora dovremmo raccontare una storia lunga, quella che porta dall’homo homini lupus alla rivoluzionaria bandiera inalberata da una modernità in fondo recente: liberté, egalité, fraternité! Quel percorso è la risposta a tutti i despoti del mondo: la democrazia.
La politica al servizio del popolo, secondo regole condivise. Una costante domanda iniziata con gli antichi Greci, in periodica riproposizione e una risposta sempre da inventare. Compito anche nostro, in Sardegna.
Salvatore Cubeddu