Cagliari, il mese della verità: il commento del 12 gennaio 2026
Di Enrico PiliaGenoa, Juve, Fiorentina e Verona. Fra meno di un mese avremo le idee più chiare sul Cagliari. Perché da questi confronti, dalla tenuta dei rossoblù isolani, sapremo se questi ragazzi hanno ottime possibilità di mantenere agevolmente la categoria. E non solo, perché un “filotto” positivo potrebbe lanciare la squadra di Pisacane addirittura verso territori inesplorati da tempo.
Stasera, intanto, contro un gruppo molto vivo e ferito al cuore dall’incredibile finale di San Siro, sarà durissima ma non impossibile portare a casa qualcosa. Pisacane ormai sa su chi poter contare, il tempo degli esperimenti è durato un intero girone d’andata, diciannove partite hanno permesso di accumulare un buon numero di certezze. Il portiere, gli esterni “bassi”, alcuni centrocampisti prima degli infortuni, Palestra, l’attacco nei suoi molteplici travestimenti che non produce tanto ma crea e disturba gli avversari.
Nella nostra “Partita in cornice”, vi raccontiamo di quel meraviglioso successo del 1992 a Marassi col Genoa, con Mazzone in panchina, che spianò la strada ai nostri rossoblù verso la qualificazione alla Coppa Uefa. Un segnale benaugurante, al di là di quel traguardo pazzesco che oggi appare impossibile. Dopo la gara di stasera, a stretto giro di posta ci sarà la sfida con la Juventus alla Unipol Domus, territorio abitualmente di migliaia di tifosi bianconeri locali perché al fascino, si sa, non si resiste.
Ma se quel match appare molto complesso, soprattutto per l’imprevedibilità della rocciosa squadra di Spalletti, sono le due gare successive ad accendere la fantasia. Perché questo Cagliari, con la lucida sfacciataggine degli under a dominare la scena, può regalarsi due serate indimenticabili e scollinare con un altro volto da mostrare al campionato.
Serve la massima, totale applicazione, quella mostrata a Como, a Torino e con la Roma, cento minuti di altissimo livello sempre e in ogni campo, per regalarsi un altro tipo di percorso. Contro Fiorentina e Verona, dopo la lotta durissima con la Juve, sarà necessario superare le proprie possibilità.
La strada in salita comincia oggi, stadio “Luigi Ferraris”. Un luogo dove il tifo è realmente qualcosa che ti fa dare il massimo, che sposta gli equilibri. De Rossi e Pisacane hanno una passione comune – il Boca – e la stessa feroce voglia di non perdere. Hanno gli occhi taglienti, il tono risoluto, vivono il match a bordo campo ancora da giocatori, da chi sposterebbe una montagna con le mani per i propri colori. Un bel duello.
Enrico Pilia