Tre sigarette: il Caffè Scorretto del 13 gennaio 2026
Di Celestino TabassoIeri sulla scena dell’informazione sono riapparse le sigarette. Non è significativo di nulla, non è un sintomo di una “tendenza” o di un “fenomeno” o di chissà che: è una coincidenza. Però apparivano in tre fotogrammi che forse per un po’ ricorderemo. E faceva un effetto un po’ strano, come vedere la foto di un tale con gli occhiali bifocali o con l’autoradio estraibile sotto il braccio (e, se vogliamo, è la dimostrazione che abbiamo interiorizzato la sacrosanta legge Sirchia come se non fossero passati 23 anni ma un’epoca intera).
La prima è di Sean Penn che se la spippacchia, con aria un po’ guascona e un po’ da tossico, al galà per i Golden Globes. E fin qui interessa poco: ultimamente l’America ha prodotto anche roba più notevole, in fatto di arroganza impunita.
Poi c’è Trentini (bentornato) che chiede una sigaretta dopo 423 giorni di prigionia venezuelana, e questa più che altro fa tenerezza.
Ma poi c’è la giovane iraniana senza velo che se la accende in piazza, usando come cerino una foto in fiamme della Guida Suprema Ali Khamenei. E in questo scatto c’è un tale disprezzo per quel vecchio bigotto assatanato di potere, c’è quella splendida e provvisoria immortalità che si ha da ragazzi, c’è una capacità così laicamente divina di snobbare quegli sbirri maschilisti e assassini che verrebbe da dirle: scusi, giovane e libera signora, mi farebbe fare un tiro?
Celestino Tabasso