Dovete capire da soli: il Caffè Scorretto del 25 febbraio
Di Luigi AlmientoAttenzione ai “falsi amici”, veri e figurati. Questi ultimi sono le parole italiane simili a lemmi inglesi, ma significano tutt’altro. Factory è una fabbrica, non una fattoria. Education non è educazione, ma istruzione. Eppure se il tema è la scuola si parla di mal tradotta “educazione”, che ironicamente è il fronte sul quale quella pubblica ha dovuto abdicare.La scuola arretra: istruisce meno, per colpa dei genitori più che dei docenti, e non educa più.
Altri settori dello Stato si schierano a resa, direbbe De Andrè: per pigrizia e mancanza di fondi, si limitano a introdurre divieti e inasprire sanzioni, con la faccia severa. Il Governo (non solo questo) rincara le multe per il mancato rispetto del Codice della strada, ma non va nelle scuole a educare i ragazzi a osservarne le regole. Sanziona ma non spiega: fa risparmiare e guadagnare insieme.
Alla fine, che cosa rimane? Punizioni più dure e nessuna prevenzione. Non funziona. Per i femminicidi ora le pene sono più alte, ad esempio, ma se un uomo uccide una donna perché non lo vuole, o non lo vuole più, è evidentemente perso nella sua ossessione omicida.
Ma le ossessioni non fanno calcoli. Se l’educazione (non istruzione, stavolta) sentimentale si facesse a scuola, qualche tragedia in meno forse l’avremmo. Spiegare è aiutare a crescere, minacciare è roba da falsi amici. Anzi, da amici falsi.
Luigi Almiento