L’America rossoblù: il commento del 23 febbraio 2026
Di Enrico PiliaUno dei massimi conoscitori dello sport americano, Federico Buffa, ha intervistato – in onda in questi giorni su Sky – un allenatore di basket di caratura mondiale come Ettore Messina. Uno che ha guidato la Nazionale, i più grandi club in Europa ma è stato anche nello staff tecnico dei Lakers e degli Spurs, in quei passaggi storici al massimo del loro splendore. Una considerazione di Messina sulla cultura sportiva degli Stati Uniti può valere, in prospettiva, anche dalle nostre parti, Cagliari e dintorni, dove un gruppo di investitori di peso “made in Usa” ha deciso di puntare sulla società rossoblù e sul nostro calcio.
Se Maurizio Fiori, al timone di questa cordata, esibisce con fierezza i suoi natali sardi e la sua fede per il Cagliari, del pensiero degli altri si sa poco. Uno di loro, però, Brian Colangelo, lo conosce bene chi ha dimestichezza con il basket della Nba – la lega americana dei professionisti – e con la storia di quello sport. E qui torniamo a Messina: “Il basket Nba è uno show, è divertimento, non esporterei mai in Europa la loro mentalità di sport uguale intrattenimento nel corso della stagione regolare, sarebbe impossibile”. Solo a partire dai playoff, gli spareggi per andare avanti o tornare a casa, i giganti della Nba cominciano a fare a spallate per i loro colori.
Se la maglia, la città, il campanile, la storia, qui da noi sono una sorta di religione indiscutibile a costo di rischiare la pelle, dall’altra parte dell’oceano l’approccio è decisamente più soft. Si va a vedere la partita per passare due ore in relax.
Allo stadio, ma anche in alcune uscite precedenti del Cagliari, era presente sabato sera Brian Colangelo, uno dei manager più conosciuti della Nba, che in un ruolo ancora da definire fa parte del pool americano arrivato in poche settimane al 49 per cento delle quote azionarie. Una scalata irresistibile, decine di milioni già investiti, segno di un evidente obiettivo: mettere le mani sul “prodotto” e far decollare l’immagine del Cagliari su scala internazionale. E sullo stadio.
Ma attenzione, da queste parti il modello calcio uguale show è solo nelle parole, perché qui il pallone è febbre, passione, confronti al bar, in piazza, in ufficio, il calcio avvolge quasi tutto, dalla politica agli affari. Non è intrattenimento, è qualcosa di più.
Il dolce dilemma è questo: saranno gli investitori a volersi tuffare nella nuova realtà “emozionale” di questa irresistibile passione italica oppure saremo noi a cambiare punto di vista e assistere alle partite senza l’affanno di aggrapparsi al punticino, sempre e comunque? In attesa di saperne di più, benvenuti nel Cagliari, la squadra dei sardi.
Enrico Pilia