Artigianato sardo in difficoltà per la carenza di personale qualificato. Secondo i dati analizzati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, le piccole e medie aziende avrebbero programmato l’assunzione di 15.290 addetti riuscendo a trovarne, tuttavia, solo 6.840. Tale divario ha portato a una conseguente mancanza di introiti, per un danno pari a 206 milioni di euro. Cresce anche l’età media dei dipendenti delle imprese sarde: passata dai 38 anni del 2008 ai 43 di oggi. 

«Nelle aziende artigiane della Sardegna cresce il lavoro ma aumenta la mancanza di figure professionali adeguate - spiega il Presidente di Confartigianato Sardegna Giacomo Meloni – le aziende stanno contrastando il problema con soluzioni specifiche. Purtroppo, questo non basta, serve che anche le Istituzioni facciano la loro parte, costruendo un sistema formativo moderno, capace di soddisfare i nuovi fabbisogni professionali delle aziende».

Il ritardo nel trovare il personale qualificato genera costi enormi. Nella vecchia provincia di Cagliari, infatti, le aziende si ritrovano con oltre 107 milioni di euro di oneri contrattuali. Gli imprenditori delle micro-piccole imprese avrebbero individuato diverse cause alla base di tali difficoltà: percorsi scolastici non adeguati, la concorrenza delle imprese più strutturate, nonché un diffuso pregiudizio nei confronti delle piccole realtà produttive.

Alcune piccole aziende hanno adottato interventi mirati per attrarre, o in alcuni casi trattenere, i lavoratori. Tra i più comuni gli incrementi salariali e la flessibilità degli orari di lavoro. In altri casi, invece, le imprese hanno proposto anche una maggiore autonomia sul lavoro, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali, l'accesso a benefit aziendali e gli incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all'impresa.

(Unioneonline/n.s.)

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