Nono giorno della guerra lanciata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.

Le sirene d'allarme, le esplosioni, le scie dei missili e il rumore dei droni continuano a scandire il tempo di un conflitto che entra nella sua seconda settimana senza alcuna speranza di tregua.

Proseguono i raid in Iran, in diverse città israeliane e nei Paesi del Golfo, mentre Tel Aviv continua a combattere gli Hezbollah in Libano. C’è attrito tra Israele e Emirati Arabi, dopo che media israeliani hanno parlato del «primo attacco» emiratino all’Iran, notizia immediatamente smentita da Abu Dhabi.

L’Assemblea degli Esperti iraniana intanto ha scelto ufficialmente la nuova Guida Suprema: «Il nome di Khamenei come leader continuerà ad esistere», ha riferito un membro dell’Assemblea. «Durerà poco», ha tagliato corto Trump, «la Guida Suprema deve ottenere la nostra approvazione».

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La cronaca di domenica 8 marzo 2026:

Ore 22.20 – Mojtaba Khamenei scelto come Guida Suprema iraniana 

Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, ucciso negli attacchi degli Stati Uniti e di Israele del 28 febbraio, è stato scelto come nuova Guida Suprema iraniana dall'Assemblea degli esperti. La nomina di Mojtaba Khamenei a terzo leader della Repubblica Islamica è stato annunciato dalla Tv di Stato iraniana, citando una dichiarazione rilasciata pochi minuti prima dall'Assemblea degli Esperti. Il nuovo leader, 56 anni, è una figura di medio rango, ma influente e intransigente. È stato considerato il successore del padre, anche grazie al sostegno delle Guardie Rivoluzionarie e della carica paterna. È sopravvissuto agli attacchi degli Stati Uniti e di Israele del 28 febbraio, durante i quali il padre e diversi membri della sua famiglia sono stati uccisi.

Ore 21.46 – Axios: «30 attacchi di Israele ai depositi di carburante iraniani, Usa sgomenti»

Israele ha attaccato 30 depositi di carburante iraniani sabato, ben oltre le attese degli Stati Uniti. Washington è preoccupata che gli attacchi israeliani alle infrastrutture che servono la popolazione dell'Iran possano ritorcersi contro, spingendola a sostenere il regime e facendo salire i prezzi del petrolio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i raid hanno lasciato "sgomenti" gli Stati Uniti, colti di sorpresa dagli attacchi.

Ore 20.50 – Sale a 7 il bilancio degli americani morti nella guerra in Iran

Un altro militare americano è morto nella guerra con l'Iran, portando il bilancio delle vittime a sette. Il soldato è deceduto in seguito alle ferite riportate per l'attacco del primo di marzo contro le truppe americani in Arabia Saudita. Lo annuncia l'esercito degli Stati Uniti. 

Ore 20.42 – Attacco agli impianti petroliferi in Iran: tensioni Usa-Israele

Tensioni tra l'esercito americano e Israele in merito all'attacco agli impianti petroliferi in Iran. Lo scrive su X il media israeliano Channel 12, che cita il giornalista Barak Ravid. «Un alto funzionario della sicurezza americana ha detto: "Gli israeliani ci avevano informato in anticipo degli attacchi contro gli impianti petroliferi, ma non avevano detto che sarebbero stati così estesi - si legge nel

post -. Non crediamo che sia stata una buona idea”».

Ore 19.45 – Meloni sull’attacco all’Iran: «Saltate le regole del diritto internazionale»

«Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale. Io non penso che siano saltate con questo episodio (la crisi iraniana dopo l'attacco di Usa e Israele, ndr) perché esistono moltissimi precedenti ma sicuramente il quadro è di grande caos». Meloni ha poi chiarito che le regole sono saltate prima e ha aggiunto: «Secondo me la crisi è diventata strutturale, in particolare con l'invasione dell'Ucraina perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l'anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo».

Ore 19.20 – «Larijani si oppone a Mojtaba Khamenei, preferisce il fratello»

Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, è uno dei principali oppositori della nomina di Mojtaba Khamenei alla guida del Paese, e per questo motivo il suo nome non è ancora stato annunciato come futuro leader. Lo scrive IranWire, sito d'informazione indipendente, nella sua pagina in persiano. A sostenere Khamenei sarebbe invece Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del parlamento, e il conflitto tra i due, ora sono responsabili della gestione del Paese come funzionari esecutivi, ha fatto sì che il nome del figlio di Khamenei non venisse annunciato come successore del padre. Larijani sosterrebbe suo fratello, Sadeq Larijani, un alto esponente religioso, nella lotta per la leadership. 

Ore 19.05 – Israele: «Da inizio guerra 2.070 ricoverati, 155 in terapia intensiva»

Il ministero della Salute israeliano riferisce che dall'inizio della guerra con l'Iran, 2.072 persone sono state ricoverate in ospedale, di cui 155 sono in terapia intensiva

Ore 18.40 – Membro Assemblea Esperti: «Il nome di Khamenei come leader continuerà a esistere»

Il nome di Khamenei come leader dell'Iran "continuerà a esistere": lo afferma un membro dell'Assemblea degli esperti, ripreso da Sky News Uk. “Con la maggioranza dei voti, è stata scelta la persona che continuerà il percorso dell’imam Khomeini e quello del martire imam Khamenei. Il nome di Khamenei continuerà. Il voto è stato espresso e verrà annunciato presto”, ha riferito Hosseinali Eshkevari.

Ore 18 – Trump: «L'aumento dei prezzi del petrolio è un piccolo inconveniente»

L'aumento dei prezzi della benzina è un "piccolo inconveniente. Sapevo esattamente che sarebbe successo, ma la cosa positiva è che abbiamo affondato 44 delle loro navi e abbiamo messo fuori uso tutte le loro comunicazioni e telecomunicazioni. I loro sistemi antiaerei sono andati". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Abc rispondendo a una domanda sull'aumento dei prezzi del petrolio in seguito alla campagna in Iran. "Non hanno assolutamente alcuna difesa. Hanno solo la possibilità di parlare", ha messo in evidenza Trump. 

Ore 17.15 – Arabia Saudita, 2 morti e 12 feriti in raid su zona residenziale

Un attacco a un edificio residenziale in Arabia Saudita ha ucciso almeno due persone e ne ha ferite una dozzina: lo afferma l'agenzia di protezione civile, ripresa da Al Jazeera. L'attacco ha colpito un complesso nel governatorato centrale di al-Kharj, ha dichiarato l'agenzia su X.

Ore 16.55 – Ira Abu Dhabi contro Israele

Negli Emirati Arabi Uniti oggi esprimono rabbia per le notizie pubblicate in Israele, secondo cui Abu Dhabi ha effettuato un attacco limitato in Iran, e avvertono che "rivelazioni pubbliche di questo tipo potrebbero danneggiare lo sforzo regionale sensibile", come riferisce Channel 12. Una fonte vicina agli Emirati ha dichiarato all'emittente israeliana: "Ad Abu Dhabi faticano a comprendere il comportamento israeliano e il tipo di briefing che proviene da Gerusalemme. Pubblicazioni di questo tipo non aiutano lo sforzo regionale e potrebbero causare danni". Una fonte emiratina ha anche criticato la decisione di rendere pubblici i voli di evacuazione di cittadini israeliani da Abu Dhabi verso lo Stato ebraico, invece di mantenerli segreti. "Quando ci sono grandi quantità di voli e missili in aria e c'è la necessità di evacuare o spostare aerei per motivi di sicurezza, non ha senso renderlo pubblico. Cose del genere si gestiscono in segreto per evitare rischi inutili".

Ore 16.40 – Idf: «Colpito il quartier generale della forza aerospaziale dei Guardiani»

L’esercito di Israele ha dichiarato di aver colpito a Teheran il quartier generale della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, il corpo d’élite della Repubblica Islamica dell’Iran. Secondo la nota, questo quartier generale “fungeva da centro di ricezione, trasmissione e ricerca per l’Organizzazione Spaziale Iraniana, affiliata alle forze del regime”. L’idf avrebbe quindi colpito anche l’edificio che controlla il satellite “lanciato nell’agosto 2022 e utilizzato dai Guardiani della Rivoluzione per promuovere le loro operazioni e sorvegliare lo Stato di Israele e i Paesi della regione”. Nel comunicato l’esercito afferma inoltre di aver “colpito decine di altre infrastrutture del regime iraniano”, tra cui circa “50 bunker di munizioni”, una “base della sicurezza interna” e vari complessi appartenenti ai Guardiani della Rivoluzione e alla milizia Basij.

Ore 16.20 – Trump: «Senza la nostra approvazione la Guida Suprema durerà poco»

La guida suprema iraniana "dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo". Lo ha detto Donald Trump a Abc. "Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni", ha aggiunto il presidente. Trump insiste da giorni sulla necessità che gli Stati Uniti dicano la loro su chi guiderà l'Iran.

Ore 16.10 – «Dipartimento di Stato Usa aggira il Congresso per la vendita di bombe a Israele»

Il Dipartimento di Stato aggira il Congresso per la vendita di 20.000 bombe a Israele. Il ministero ha fatto sapere che il segretario di Stato Marco Rubio ritiene ci sia un'emergenza in seguito alla guerra in Iran e quindi è necessaria la vendita immediata di bombe a Israele per circa 660 milioni di dollari. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è la prima volta nella seconda amministrazione Trump che viene formalmente dichiarata un'emergenza, prevista all'Arm Export Control Act, per aggirare il Congresso e vendere armi a Israele. 

Ore 15.45 – Teheran: «Sostanze tossiche da raid a impianti petrolio, civili a rischio»

Gli attacchi aerei contro gli impianti petroliferi di Teheran hanno rilasciato "materiali pericolosi" che mettono a repentaglio la sicurezza dei civili: lo ha affermato oggi il ministero degli Esteri iraniano. "Prendendo di mira i depositi di carburante, gli aggressori stanno rilasciando nell'aria materiali pericolosi e sostanze tossiche, avvelenando i civili, devastando l'ambiente e mettendo a repentaglio vite umane su larga scala", ha affermato su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei.

Ore 15.40 – Teheran: «Governo regolarmente al lavoro, presto una nuova Guida Suprema»

In un'intervista alla Nbc, il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che le istituzioni politiche iraniane continuano a funzionare normalmente. "Un nuovo leader supremo sarà presto nominato dall'Assemblea degli esperti", ha affermato, aggiungendo che il presidente, il governo e il parlamento stanno tutti continuando a svolgere i loro compiti. Araghchi ha anche respinto le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, affermando che l'Iran non avrebbe permesso interferenze esterne nei suoi affari interni. "Spetta al popolo iraniano eleggere il suo nuovo leader", ha affermato. "Sono affari solo del popolo iraniano e di nessun altro".

Ore 15.25 – Casa Bianca: «Truppe a terra non nell'attuale piano, Trump non ha escluso l'opzione»

Il dispiegamento di truppe a terra in Iran non fa parte del piano attuale di Donald Trump ma il presidente "non ha rimosso l'opzione dal tavolo". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox sottolineando che l'operazione contro l'Iran continuerà a essere una campagna aerea. 

Ore 14.50 – Emirati: «Non abbiamo colpito impianto desalinizzazione in Iran»

Gli Emirati Arabi Uniti negano le notizie israeliane secondo cui avrebbero preso di mira un impianto di desalinizzazione in Iran. Il ministero degli Esteri afferma, secondo quanto riporta Anadolu, che in "autodifesa" contro "l'aggressione iraniana", gli Emirati Arabi Uniti non cercano un'escalation, ma si riservano il "pieno diritto" di garantire la propria sicurezza. "Si tratta di fake news. Quando facciamo qualcosa, abbiamo il coraggio di annunciarlo", ha dichiarato Ali Rashid Al Nuaimi, presidente della commissione difesa, interni e affari esteri del Consiglio nazionale federale (Fnc), su X.

Ore 14.40 – Tajani: «A oggi rientrati 25mila italiani»

"A oggi sono rientrati circa 25 mila italiani. Tra ieri sera e oggi altri 5.000 sono rientrati o sono in volo per rientrare da diverse parti non soltanto Emirati, non soltanto Arabia Saudita, non soltanto Oman ma anche Israele, Maldive, Thailandia, Cambogia, Sri Lanka". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti alla Farnesina affermando che "c'è un miglioramento importante rispetto a ieri e a l'altro ieri per quanto riguarda i nostri concittadini". 

Ore 14.30 – Generale Iran: «Continueremo la guerra fino alla sconfitta del nemico»

"L'Iran continuerà la guerra con Israele e gli Stati Uniti fino a quando i nemici non si pentiranno e saranno sconfitti": lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. "Il nemico ha commesso errori di valutazione", ha aggiunto Ali Abdollahi, secondo la televisione di Stato. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che le loro forze navali hanno sferrato attacchi con droni e missili balistici contro la base elicotteristica statunitense di Al-Adiri in Kuwait. Le Guardie hanno anche affermato che nella loro 28ª ondata di operazioni militari odierna hanno utilizzato missili di "nuova generazione" contro Tel Aviv e Be'er Sheva in Israele e la base aerea statunitense di Al-Azraq in Giordania. L'Iran afferma che le sue forze armate hanno abbattuto oltre 82 droni degli Stati Uniti e di Israele dall'inizio della guerra. Ore 13.40 – Katz: «Eliminato il segretario militare di Khamenei»

Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che il segretario militare di Khamenei è stato eliminato.

Ore 13 - Media Israele: «Per la prima volta gli Emirati attaccano in Iran»

«Gli Emirati Arabi Uniti hanno attaccato per la prima volta in Iran». Lo riferiscono i media israeliani sottolineando che l'attacco ha preso di mira un impianto di desalinizzazione iraniano. «Israele ritiene che il raid sia, per il momento, solo un segnale al regime iraniano, tuttavia, se gli attacchi di Teheran dovessero intensificarsi, esiste una reale possibilità - riferiscono i media israeliani - che gli Emirati si uniscano al conflitto in modo limitato. Abu Dhabi intanto ha annunciato che «le difese aeree hanno rilevato 17 missili balistici, di cui 16 distrutti, mentre uno è caduto in mare. Rilevati anche 117 droni, di cui 113 intercettati e 4 caduti nel territorio nazionale». 

Ore 11.50 – La Protezione civile di Teheran: «Pioggia acida, rimanere in casa»

La Mezzaluna Rossa iraniana ha avvertito i cittadini di Teheran del rischio di immissione di composti tossici nell'atmosfera, dopo l'esplosione dei depositi di petrolio durante gli attacchi Usa-Israele a Teheran, «si potrebbero verificare pericolose piogge acide», che in parte hanno già iniziato a bagnare la capitale. La Protezione civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa. Un'enorme nube di fumo si è diffusa nel cielo di Teheran questa mattina, oscurando il cielo, seguita da un po' di pioggia, di colore scuro, sulla capitale.

Ore 10 – Emirati: «Affondato rimorchiatore a Hormuz, tre marinai dispersi»

Tre membri dell'equipaggio indonesiani risultano dispersi dopo che il rimorchiatore Musaffah 2, battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è affondato nello Stretto di Hormuz: lo annuncia il ministero degli Esteri di Giacarta in una nota. «Un sopravvissuto indonesiano è attualmente in cura per ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman. Gli altri tre indonesiani sono ancora ricercati dalle autorità locali», si legge. Prima dell'affondamento, il Musaffah 2 ha subito un'esplosione che ne ha causato l'incendio: è in corso un'indagine da parte delle autorità locali. 

Ore 9 – Ayatollah, c'è l'accordo sulla scelta della nuova Guida Suprema

L'Assemblea degli Esperti iraniana ha raggiunto un accordo sulla personalità da eleggere nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica dopo l'uccisione di Ali Khamenei. Lo ha dichiarato all'agenzia Fars un membro dell'organismo, l'Ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri. In un video pubblicato dall'agenzia di stampa Fars su Telegram, Mirbagheri ha affermato che sono stati compiuti «grandi sforzi per determinare la guida» e che è stato concordato «un parere decisivo e unanime».

Ore 8.15 – Confermata l’esplosione all’ambasciata Usa di Oslo

Il boato udito nella notte a Oslo era collegato all'esplosione di un ordigno che ha causato «lievi danni materiali» a uno degli ingressi dell'ambasciata statunitense a Oslo. Non ci sono feriti, ha precisato la polizia della capitale norvegese. Al momento, sottolineano gli inquirenti, «è troppo presto» per determinare se l'esplosione sia da collegare al conflitto in corso tra Usa e Iran. 

Ore 7.35 – Iran: «Raid Usa-Israele su cinque impianti petroliferi vicino a Teheran»

Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei dintorni, ha riferito un funzionario alla TV di stato. «Ieri sera, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell'Alborz sono stati attaccati da aerei nemici», ha detto alla Tv di stato l'ad della National Iranian Oil Products Distribution Company, Keramat Veyskarami. Ha aggiunto che i cinque impianti «sono stati danneggiati», ma che «l'incendio è stato domato».

Ore 7.20 – Media, boato vicino all'ambasciata americana a Oslo

Un forte boato è stato sentito vicino all'ambasciata americana a Oslo. Lo riporta Reuters sul suo sito citando la polizia norvegese, secondo la quale non è chiaro cosa abbia causato il boato e chi ci sia dietro. «La polizia è in contatto con l'ambasciata e non ci sono notizie di feriti», ha aggiunto la polizia.

Ore 7 – Iran: «Siamo in grado di combattere questa guerra per almeno altri sei mesi»

L'Iran ha affermato oggi di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno. «Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni», ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica citato dall'agenzia di stampa Fars. 

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