Nono giorno della guerra lanciata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran.

Le sirene d'allarme, le esplosioni, le scie dei missili e il rumore dei droni continuano a scandire il tempo di un conflitto che entra nella sua seconda settimana senza alcuna speranza di tregua. Anche ieri i raid sul Golfo sono proseguiti per tutta la giornata, provocando anche un morto a Dubai. Non è andata meglio sul fronte con Israele, dove la Repubblica islamica ha lanciato una serie di attacchi che ha fatto scattare gli allarmi a Tel Aviv e nel centro di Israele mentre l'Idf ha annunciato di aver distrutto 16 aerei nei raid sull'aeroporto di Mehrabad tra gli attacchi contro Teheran e Isfahan. E sullo scontro militare in Libano, un blitz delle forze israeliane per recuperare i resti di un pilota nel villaggio di Nabi Sheet, nell'orientale, ha provocato almeno 41 morti, secondo il governo di Beirut. 

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La cronaca di domenica 8 marzo 2026:

Ore 9 – Ayatollah, c'è l'accordo sulla scelta della nuova Guida Suprema

L'Assemblea degli Esperti iraniana ha raggiunto un accordo sulla personalità da eleggere nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica dopo l'uccisione di Ali Khamenei. Lo ha dichiarato all'agenzia Fars un membro dell'organismo, l'Ayatollah Mohammad-Mahdi Mirbagheri. In un video pubblicato dall'agenzia di stampa Fars su Telegram, Mirbagheri ha affermato che sono stati compiuti «grandi sforzi per determinare la guida» e che è stato concordato «un parere decisivo e unanime».

Ore 8.15 – Confermata l’esplosione all’ambasciata Usa di Oslo

Il boato udito nella notte a Oslo era collegato all'esplosione di un ordigno che ha causato «lievi danni materiali» a uno degli ingressi dell'ambasciata statunitense a Oslo. Non ci sono feriti, ha precisato la polizia della capitale norvegese. Al momento, sottolineano gli inquirenti, «è troppo presto» per determinare se l'esplosione sia da collegare al conflitto in corso tra Usa e Iran. 

Ore 7.35 – Iran: «Raid Usa-Israele su cinque impianti petroliferi vicino a Teheran»

Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei dintorni, ha riferito un funzionario alla TV di stato. «Ieri sera, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell'Alborz sono stati attaccati da aerei nemici», ha detto alla Tv di stato l'ad della National Iranian Oil Products Distribution Company, Keramat Veyskarami. Ha aggiunto che i cinque impianti «sono stati danneggiati», ma che «l'incendio è stato domato».

Ore 7.20 – Media, boato vicino all'ambasciata americana a Oslo

Un forte boato è stato sentito vicino all'ambasciata americana a Oslo. Lo riporta Reuters sul suo sito citando la polizia norvegese, secondo la quale non è chiaro cosa abbia causato il boato e chi ci sia dietro. «La polizia è in contatto con l'ambasciata e non ci sono notizie di feriti», ha aggiunto la polizia.

Ore 7 – Iran: «Siamo in grado di combattere questa guerra per almeno altri sei mesi»

L'Iran ha affermato oggi di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno. «Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni», ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica citato dall'agenzia di stampa Fars. 

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