Settimo giorno di guerra in Medioriente. Sull’Iran insistono i bombardamenti della coalizione Usa-Israele, mentre i Pasdaran rispondono prendendo di mira tutti i Paesi del Golfo. Nella regione le difese di Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati hanno continuato a intercettare salve di droni e missili iraniani, lanciati principalmente sulle basi Usa, con i residenti allertati da diverse esplosioni. 

Teheran ha affermato che alcuni Paesi «hanno aperto canali per la mediazione», spiegando però che «bisogna interpellare chi ci ha attaccato, ovvero Usa e Israele». Dal canto proprio, il presidente americano Donald Trump ha scritto sui social: «Non vogliamo trovare un accordo con l’Iran, vogliamo la resa incondizionata».

Le notizie in diretta del 6 marzo 2026

Ore 23 – Iran all'Onu: «Oltre 1.300 civili uccisi, da Israele e Usa crimini di guerra»

L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha affermato che almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora nella guerra e migliaia di altri sono rimasti feriti. Lo riporta il Guardian. Usa e Israele "hanno dimostrato di non riconoscere alcuna linea rossa nel commettere i loro crimini", ha detto l'ambasciatore secondo cui i due Paesi stanno attaccando aree e infrastrutture civili "densamente popolate", tra cui scuole, strutture mediche, ricreative e sportive. "Questi atti costituiscono chiari crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha detto chiedendo al Consiglio di Sicurezza di "agire ora, senza indugio". 

Ore 22.15 – Macron: «Ferma condanna per l'attacco ai Caschi blu in Libano, inaccettabile»

«In un contesto in cui la Forza delle Nazioni Unite in Libano svolge un ruolo chiave nella stabilizzazione del Libano meridionale, condanno fermamente l'inaccettabile attacco che oggi ha preso di mira i membri del suo contingente. La Francia manterrà il suo impegno in questa missione»: lo scrive in un messaggio pubblicato su X il presidente francese, Emmanuel Macron. 

Ore 21.30 – Esplosione a Erbil nel Kurdistan iracheno, fumo da un hotel

Una potente esplosione ha scosso Erbil, 'capitale' della regione autonoma del Kurdistan iracheno, seguita da una colonna di fumo che si è alzata da un hotel della città. Lo ha riferito un giornalista dell'Afp. In precedenza, gli Stati Uniti avevano avvertito che i militanti sostenuti dall'Iran avrebbero potuto prendere di mira gli hotel del Kurdistan iracheno frequentati da stranieri.

Ore 21 – Il petrolio vola a New York, il Wti a +12,31%

I prezzi del petrolio volano con le turbolenze in Medio Oriente e l'allarme dei crisi di un blocco della produzione da parte del Qatar: il Wti a New York balza del 12,31%, a 90,98 di dollari al barile, mentre il Brent allunga dell'8,50%, a quota 92,67 al barile. 

Ore 20.30 – La fregata missilistica italiana è partita da Taranto verso Cipro

È partita dal porto di Taranto questo pomeriggio la fregata missilistica 'Federico Martinengo', la nave della Marina militare italiana diretta a Cipro per la difesa dell'isola. La fregata, con a bordo oltre 160 militari italiani, potrebbe raggiungere l'area entro un paio di giorni circa. L'operazione avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. 

Ore 19.50 – Israele, allarmi in tutto il Paese per un'ondata di missili lanciata dall'Iran

Nuovi allarmi risuonano in tutto Israele per una nuova ondata di missili lanciata dall'Iran, pochi minuti dopo quella precedente.

Ore 19.40 – Attacco con droni a Baghdad

Un attacco con droni ha preso di mira in serata una base militare nell'aeroporto di Baghdad che ospitava una missione diplomatica americana. Lo riferiscono all'Afp fonti della sicurezza.

«Quattro droni hanno preso di mira" la base militare situata nell'aeroporto della capitale irachena, ha detto un responsabile della sicurezza. Un altro responsabile ha precisato che almeno due droni si sono schiantati all'interno della base».

Ore 19 - Colpita postazione Unifil in Libano: ci sono feriti

Una postazione della Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) è stata presa di mira oggi nel sud del Paese, ferendo i peacekeeper ghanesi, secondo l'Agenzia di Stampa Nazionale (Nna). «Diversi membri delle forze ghanesi dell'Unifil sono rimasti feriti dopo che la loro postazione nella città di al-Qaouzah è stata presa di mira», hanno riportato i media statali libanesi, senza specificare l'origine dell'attacco.

Ore 18.32 – Guterres (Onu): «Rischio spirale incontrollabile»

«Tutti gli attacchi illegali in Medio Oriente e oltre stanno causando enormi sofferenze e danni ai civili in tutta la regione e rappresentano un grave rischio per l'economia globale, in particolare per le persone più vulnerabili. La situazione potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile». Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres mentre prosegue il conflitto tra Usa-Israele e Iran. «È ora di porre fine ai combattimenti e avviare seri negoziati diplomatici - ha aggiunto - La posta in gioco non potrebbe essere più alta».

Ore 17.54 - Iran: «Colpiamo il Golfo per via delle basi Usa»

«Siamo dispiaciuti di dover prendere di mira i nostri vicini a causa della presenza di basi statunitensi nei loro territori. È chiaro a tutti loro che l'Iran non nutre alcuna ostilità nei loro confronti». Lo ha dichiarato alla televisione di Stato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo quanto riporta Iran International. 

Ore 17.25 – La Francia dispiega anche un portaelicotteri

La Francia ha deciso di dispiegare una nave portaelicotteri anfibia di classe Mistral nel Mediterraneo, dove oggi è già arrivata la portaerei Charles De Gaulle: è quanto annuncia lo stato maggiore dell'esercito francese. 

Ore 17 – Meloni, Starmer, Merz e Macron: «Lavorare per la diplomazia»

Lavorare insieme «per la diplomazia e il coordinamento militare» in risposta all'escalation bellica innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran e dalla risposta di Teheran. E quanto hanno concordato in una telefonata a 4 i leader d'Italia, Regno Unito, Germania e Francia, Giorgia Meloni, Keir Starmer, Friedrich Merz ed Emmanuel Macron, di cui dà conto Downing Street.

Ore 16.40 – L’Italia invierà a Cipro la fregata Martinengo

È la fregata missilistica "Federico Martinengo” la nave della Marina militare italiana indicata per la difesa dell'area di Cipro, per l'operazione nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda.

Ore 16.20 – Lunedì colloquio vertici Ue-leader Medio Oriente

Lunedì si terrà una riunione in videoconferenza tra i presidenti del Consiglio europeo Antonio Costa e della Commissione Ursula von der Leyen con i leader del Medio Oriente per discutere la situazione della sicurezza nella regione. La portavoce di Costa ha indicato che sarà una «opportunità per ascoltare le valutazioni dei leader sulla situazione e di discutere di un ulteriore sostegno da parte della Ue e dei suoi Stati membri ai paesi della regione oltreché del modo in cui porre fine all'attuale conflitto».

Ore 16 - Beirut: «Salgono a 217 le vittime dei raid da lunedì»

Il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano da lunedì è di 217 morti e 798 feriti: lo ha annunciato il ministero della Salute. Un precedente bilancio del ministero, pubblicato giovedì sera, riportava 123 morti e 683 feriti. Lunedì il Libano è stato trascinato nella guerra regionale con l'Iran, quando Hezbollah, filo-iraniano, ha lanciato un attacco contro Israele, che ha risposto con una campagna di attacchi massicci.

Ore 15.20 – Idf: «Governo libanese deve disfarsi di Hezbollah o lo faremo noi»

«Il governo libanese deve disfarsi di Hezbollah e dei Guardiani della Rivoluzione che operano dal Libano, altrimenti noi li perseguiteremo e attaccheremo». Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in una dichiarazione.

Ore 15.02 - Trump: «Vogliamo la resa incondizionata»

«Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!». Lo scrive Donald Trump su Truth.

Ore 14.35 – Portaerei francese nel Mediterraneo

La portaerei francese Charles de Gaulle, inviata da Parigi in Medio Oriente per proteggere i propri cittadini e gli alleati presi di mira dall'Iran, è entrata nel mar Mediterraneo superando lo stretto di Gibilterra.

Ore 14.45 – Droni in Iraq contro i giacimenti di Bassora

Droni hanno colpito l'aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora. Lo riferisce una fonte di sicurezza irachena. 

Ore 14.15 – Innalzata l'allerta negli Usa

L'amministrazione di Donald Trump ha alzato le misure di sicurezza per timore che l'Iran, o i suoi sostenitori, possano lanciare attacchi negli Stati Uniti. Funzionari pubblici federali e locali hanno annunciato di aver aumentato le pattuglie di polizia in diverse città tra le quali New York, Miami e Los Angeles.

Ore 13.40 – Iran: «Usa e Idf hanno colpito un’altra scuola»

L'Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di avere colpito una scuola elementare di Teheran negli attacchi diretti verso il Paese. «Questa è un'altra scuola elementare, la Shahid Hamedani School, in piazza Niloufar a Teheran, presa di mira dagli aggressori americani/israeliani», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano.

Ore 13.30 – Almeno 160 soldati italiani in difesa di Cipro

Sono almeno 160 gli uomini della Marina militare italiana che raggiungeranno a bordo di una nave italiana l'area di Cipro per la difesa dell'isola. L'operazione avverrà nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. I numeri dei militari impiegati potranno variare a seconda del tipo di nave - fregata o cacciatorpediniere - che verrà inviata. 

Ore 13.20 – WP: «Mosca fornisce informazioni all’Iran»

La Russia sta fornendo all'Iran informazioni di intelligence in tempo reale sulla posizione delle risorse militari americane, tra cui navi da guerra e aerei, per aiutare Teheran a colpire le forze statunitensi in tutto il Medio Oriente. Lo riferisce il Washington Post citando tre funzionari a conoscenza della questione. Significativa, viene sottolineato, l'escalation nelle dimensioni geopolitiche del conflitto, se si coinvolge un rivale dotato di armi nucleari e con avanzate capacità di intelligence al fianco dell'Iran a meno di una settimana dall'inizio dei combattimenti, il 28 febbraio.

Ore 13 – Marsk: «Stop a rotte di navigazione in Medioriente»

Maersk, gigante danese dello shipping, sospende alcune rotte a causa della guerra. «A seguito della nostra ultima valutazione dei rischi e considerando l'escalation del conflitto che sta compromettendo la sicurezza della navigazione nella regione del Golfo, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il servizio FM1 (che collega l'Estremo Oriente al Medio Oriente) e il servizio ME11 (che collega il Medio Oriente all'Europa)», ha fatto sapere l’azienda.

Ore 12.35 – Iran, Pezeshkian: «Avviati sforzi di mediazione»

«Alcuni Paesi hanno avviato sforzi di mediazione, che dovrebbero però essere diretti verso Stati Uniti e Israele  e non verso l'Iran». Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian su X. «Siamo chiari: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e hanno innescato questo conflitto», ha aggiunto Pezeshkian.

Ore 12.23 – Tajani: «La crisi durerà settimane»

La situazione in Medio Oriente «non è facile, sarà una questione che durerà settimane». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Rainews, parlando delle tensioni dopo l'attacco congiunto Usa-Israele all'Iran e la risposta di Teheran.

Ore 12 – Israele continua i raid sul Libano: 5 morti a Sidone

È di almeno 5 morti e diversi feriti il bilancio di un raid aereo israeliano nella città di Sidone, 40 km a sud di Beirut. Lo riferisce l'agenzia governativa del

Libano Nna, che cita il ministero della sanità.

Ore 11.30 – Meloni: «Sforzi affinché si torni al dialogo»

«Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani». Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni, spiegando che «la priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti».

Ore 11.01 – Colloqui telefonico Meloni-Erdogan

«Nel quadro dei continui contatti con i principali partner sulla crisi in Medio Oriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan. Il presidente Meloni ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell'Italia e alleato Nato, a fronte dell'ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto». Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi. 

Ore 10.50 – Qatar: «Se la guerra continua il Golfo potrebbe fermare export energia»

Il ministro dell'energia del Qatar Saad al-Kaabi ha avvertito che la guerra in Medio Oriente potrebbe costringere i Paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane e a far salire drasticamente i prezzi del petrolio. Lo ha detto il ministro al Financial Times. «Ciò farà crollare le economie mondiali», ha dichiarato Saad al-Kaabi al giornale, prevedendo che se la guerra continuasse, la crescita globale ne soffrirebbe e i prezzi dell'energia salirebbero alle stelle.

Ore 9.20 – L’allarme ai residenti di Dubai: «Potenziali minacce missilistiche»

I residenti di Dubai hanno appena ricevuto sui loro telefoni un allarme dal ministero dell'Interno degli Emirati Arabi Uniti che li esorta a ripararsi da potenziali minacce missilistiche. «A causa della situazione attuale e delle potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente riparo nell'edificio sicuro più vicino e allontanatevi da finestre, porte e aree aperte», recita l'allarme. Lo riporta Al Jazeera.

Ore 8 – Israele: «Intensi bombardamenti su Beirut sud, colpiti siti di Hezbollah»

«L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah». Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. «Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili».

Ore 7 - Trump: «Truppe di terra in Iran? Una perdita di tempo»

Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione. «È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere», ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un «disastro», il presidente americano l'ha liquidata come «chiacchiere inutili». Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano «preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco». «Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro», aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.

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(Unioneonline)

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