Settimo giorno di guerra nel Golfo Persico e un altro Paese viene sfiorato dal gorgo che si è avvitato sul Medio Oriente: l'Azerbaigian ha denunciato un attacco con droni di Teheran, annunciando "ritorsioni". Segni di ulteriore escalation, mentre sulla capitale iraniana insistono i bombardamenti della coalizione e i Pasdaran rispondono prendendo di mira tutti i Paesi del Golfo, con il regime che si dice pronto a fronteggiare un'eventuale invasione di terra dei soldati Usa. E mentre si intensifica la pressione dell'Idf sul Libano contro Hezbollah, la Nato ha riunito il suo Consiglio dopo il missile verso la Turchia, annunciando un rafforzamento della postura riguardo alle minacce balistiche. Nella regione le difese di Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati hanno continuato a intercettare salve di droni e missili iraniani, lanciati principalmente sulle basi Usa, con i residenti allertati da diverse esplosioni. Ad Abu Dhabi ci sono stati sei feriti per i detriti di un drone, a Dubai l'Oms ha sospeso le attività del centro logistico per le emergenze sanitarie. La tv di Stato di Teheran ha annunciato un nuovo attacco alla portaerei americana Lincoln e i Pasdaran hanno rivendicato di aver affondato una petroliera Usa in Kuwait. Ha iniziato ad infiammarsi anche il fronte iracheno, dove gli iraniani hanno preso di mira una base americana a Erbil e i quartier generali delle forze curde. Il timore degli ayatollah è che migliaia di combattenti attraversino il confine nel nord-ovest per combattere sul terreno. 

La cronaca del 6 marzo 2026:

Ore 8 – Israele: «Intensi bombardamenti su Beirut sud, colpiti siti di Hezbollah»

«L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah». Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut. «Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili».

Ore 7 - Trump: «Truppe di terra in Iran? Una perdita di tempo»

Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione. «È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere», ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un «disastro», il presidente americano l'ha liquidata come «chiacchiere inutili». Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano «preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco». «Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro», aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.

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(Unioneonline)

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