Trump: «Khamenei jr. inaccettabile». Teheran: «Invasione di terra Usa? Sarebbe un disastro per loro». E Israele attacca ancora in Libano
Sesto giorno di conflitto: colpita una petroliera al largo del Kuwait, droni in Azerbaigian. Zelensky: «Gli Stati Uniti ci hanno chiesto supporto contro i droni, li aiuteremo»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sesto giorno di guerra tra Usa, Israele e Iran. Nella notte nuovi lanci di missili incrociati fra Teheran e lo Stato ebraico, mentre trapela la notizia, non confermata, che le milizie curde dell’Iraq potrebbero avviare un’azione via terra in territorio iraniano (per conto degli Usa?).
Timori per il possibile coinvolgimento dell’Europa: ieri un missile iraniano diretto a Cipro ha deviato verso la Turchia ed è stato abbattuto dalle difese della Nato. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico sia con il presidente Usa Donald Trump sia con il premier israeliano Netanyahu, a cui ha chiesto uno «stop all’escalation». Tiene inoltre banco la polemica tra Usa e Spagna, dopo che il premier Sanchez ha negato le basi agli Stati Uniti, suscitando l’ira di Washington. Quanto all’Italia, audizione dei ministri Tajani e Crosetto in Parlamento «sulla evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo». L’Italia, ha spiegato la premier Meloni, «intende mandare aiuti di difesa aerea a Paesi Golfo» e anche a Cipro, ma «non siamo in guerra e non vogliamo entrarci». E sulle basi: «Nessuna richiesta», ma se dovesse arrivare, ha spiegato la premier, «sarebbe competenza del Governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento».
Le notizie in diretta di giovedì 5 marzo
Ore 22,30: Nuovo raid, conferma dell’Idf
L'esercito israeliano conferma il raid serale alla periferia sud di Beirut dichiarando di aver iniziato a «colpire le infrastrutture di Hezbollah» nella periferia nota anche come Dahiyeh.
Ore 22 – Nuovo raid israeliano su Beirut
L'esercito israeliano ha effettuato stasera un attacco nella periferia sud di Beirut, considerata roccaforte di Hezbollah, dopo aver diramato un ordine di evacuazione. L'esplosione è stata udita nella capitale e nelle aree circostanti. Lo scrive il quotidiano libanese L'Orient Le Jour.
Ore 21 – La tv di stato iraniana: «Colpita la portaerei Usa Lincoln»
L’annuncio alla tv di stato di Teheran, ma dagli Stati Uniti non arriva nessuna conferma.
Ore 20.30 – Tajani: «Chiusa temporaneamente l'ambasciata a Teheran, trasferiti a Baku»
«Per motivi di sicurezza abbiamo deciso di chiudere temporaneamente la nostra ambasciata a Teheran, il personale si trasferisce a Baku». Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani annunciando che «si è appena conclusa la missione che ha" consentito il passaggio di "50 italiani" tra "diplomatici e un gruppo" di concittadini che voleva lasciare l'Iran di "passare il confine azero". Tajani ha ricordato che anche "altri Paesi" hanno chiuso le ambasciate, che "da tempo" era "già stata ridotta la presenza italiana" e che "non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, l'ambasciata a Teheran si trasferisce presso l'ambasciata a Baku".
Ore 20.10 – Trump: «Sostegno all'offensiva curda contro l'Iran»
Il presidente americano Donald Trump ha detto di sostenere l'offensiva curda contro l'Iran. In un'intervista telefonica alla Reuters, disponibile sul suo sito, il tycoon ha affermato di pensare che «sia meraviglioso che vogliano farlo, sarei completamente a favore». Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero fornito o avevano offerto copertura aerea per un'eventuale offensiva curda, Trump ha risposto: »Non posso dirvelo».ù
Ore 20 - Trump licenzia Kristi Noem, il senatore Mullin alla sicurezza interna
Il presidente americano Donald Trump licenzia Kristi Noem via Truth. Il tycoon, in un post, ha annunciato che «l'illustre senatore degli Stati Uniti, originario del Grande Stato dell'Oklahoma, Markwayne Mullin, diventerà Segretario per la Sicurezza Interna (DHS) degli Stati Uniti, a partire dal 31 marzo 2026».
Ore 19.50 – Iran: via libera del Senato alla risoluzione di maggioranza
L'Aula del Senato ha approvato con 94 voti a favore, 39 contrari e 8 astenuti la risoluzione del centrodestra sull'Iran. Si tratta dello stesso documento approvato alla Camera che prevede impegni sulla difesa dei paesi europei, le basi militari concesse agli Usa e il supporto ai paesi del Golfo. Il testo proposto da Pd, M5s e Avs è stato precluso, mentre quello di Iv è stato ritenuto assorbito. Anche a Montecitorio l'Aula aveva bocciato la risoluzione del 'campo largo' e dato il via libera a singoli punti dei documenti presentati da Azione, Iv e Più Europa.
Ore 19.25 – Nato: «Pronti a difendere i Paesi alleati da missili balistici»
«La Nato è ben posizionata per difendere le popolazioni alleate dalle minacce balistiche»: è questo il titolo scelto dall'Alleanza Atlantica per sintetizzare l'esito della riunione odierna del Consiglio Nord Atlantico in formato ambasciatori, convocata alla luce dei continui attacchi "indiscriminati" dell'Iran in Medio Oriente e oltre. Presieduta dal segretario generale Mark Rutte, la riunione ha visto gli Alleati condannare con fermezza il bombardamento che ieri ha colpito la Turchia, esprimendo piena solidarietà ad Ankara.
Ore 19.15 – Israele: «Terroristi vogliono colpire cittadini all'estero, sventati diversi attacchi»
Alla luce di un timore concreto che elementi terroristici stiano attualmente cercando di colpire israeliani all'estero, il Consiglio per la sicurezza nazionale di Israele chiede ai cittadini che si trovano all'estero di continuare a mantenere un alto livello di vigilanza e di rispettare le regole di prudenza. Il Consiglio indica che ci sono tentativi di attacchi da parte di elementi iraniani nei Paesi della regione e nei dintorni dell'Iran, tra cui Emirati, Bahrain e Giordania.
Ore 18.50 – Zelensky: «Gli Usa ci hanno chiesto un supporto contro i droni in Medio Oriente»
"Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli "shahid" (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria". Lo afferma il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su telegram. "L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!", aggiunge.
Ore 18.45 – Trump insiste: «Il figlio di Khamenei è un incompetente»
"Il motivo per cui il padre non ha mai preso in considerazione il figlio per la successione è perché lo considerava incompetente". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Politco a proposito del figlio di Khamenei. Il presidente americano ha poi ribadito che gli Stati Uniti "lavoreranno con l'Iran per aiutarli a fare la scelta giusta".
Ore 18.30 – Iran: «Siamo pronti a una guerra di terra»
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato alla Nbc che l'Iran è pronto ad affrontare un'eventuale invasione terrestre degli Stati Uniti. Araghchi ha inoltre respinto qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti e ha affermato che l'Iran non ha chiesto un cessate il fuoco. Araghchi ha parlato con il conduttore della Nightly News, Tom Llamas, da Teheran. Alla domanda se temesse una possibile guerra di terra degli Stati Uniti, il ministro ha assunto un tono di sfida: "No, li stiamo aspettando. Perché siamo fiduciosi di poterli affrontare, e per loro sarebbe un grande disastro".
Ore 18.15 – Trump accusa gli alleati: «Spagna perdente, Starmer mi ha deluso»
Il Presidente americano Donald Trump si è scagliato contro gli alleati di Spagna e Regno Unito. In una telefonata con il New York Post Trump ha definito la Spagna un "perdente" e ha affermato che il premier britannico Keir Starmer dovrebbe sostenere la campagna statunitense contro l'Iran "senza fare domande". "Abbiamo molti vincitori, ma la Spagna è un perdente e il Regno Unito è stato molto deludente", ha detto Trump in un'intervista telefonica con il Post. "La Spagna è molto ostile alla Nato. Non pagano i loro contributi, sono gli unici che hanno votato contro il pagamento del 5%, e sono molto ostili a tutti", ha detto, riferendosi all'impegno dei membri dell'alleanza a destinare il 5% del loro PIL alla difesa.
Ore 17.50 – Trump: «Figlio di Khamenei inaccettabile. Devo essere coinvolto nella scelta del successore»
"Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran». Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un'intervista ad Axios, sottolineando la necessità che «venga coinvolto» nella scelta del successore di Ali Khamenei in Iran.
Ore 17.30 – Starmer: «Fermare l'escalation in Medio Oriente, serve un negoziato»
«La mia ferma convinzione è che sia necessaria una de-escalation e che la soluzione dei nodi fondamentali debba passare da un negoziato». Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer durante una conferenza stampa a Dowing Street in cui, rispondendo alle domande dei giornalisti, non si è spinto fino a fare previsioni sulla durata del conflitto scatenato da Usa e Israele contro l'Iran. Ha quindi ribadito la sua decisione di non partecipare agli attacchi contro Teheran, e di impegnarsi solo in azioni difensive a sostegno dei Paesi alleati. Parole che arrivano dopo le dure critiche avanzate dal presidente americano Donald Trump per la linea scelta dal primo ministro laburista.
Ore 17.25 - Lloyd's di Londra: «Mille navi bloccate a Hormuz, valgono 25 miliardi»
Circa 1.000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra.
Ore 17.20 – Fonti Ue: «La preoccupazione ora sono le cellule dormienti iraniane»
Nel corso del Consiglio Affari Interni i 27 ministri si sono concentrati sulla crisi in Medio Oriente e le possibili ricadute per l'Europa, sia dal punto di vista delle ondate migratorie che della sicurezza, in particolare per gli attacchi terroristici. A tal proposito, la preoccupazione principale sta nelle "cellule dormienti iraniane" che ora potrebbero essere attivate. La Commissione ha dunque messo sul tavolo la sua proposta - presentata la scorsa settimana - per la lotta al terrorismo, imprimendo ai 27 il necessario "senso d'urgenza". Così come la messa a terra del nuovo sistema d'ingresso elettronico alle frontiere.
Ore 16.50 - Il settore marittimo designa zona di guerra Hormuz e il Golfo
Il settore marittimo internazionale ha ufficialmente designato lo Stretto di Hormuz, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come "aree di operazioni belliche". La decisione, presa dopo una riunione tra sindacati e compagnie a livello mondiale, riflette l'escalation militare in Medio Oriente e l'aumento dei rischi per la navigazione commerciale, a fronte di "centinaia" di navi bloccate nella regione.
Ore 16 - Starmer annuncia l'invio di altri quattro caccia Gb in Qatar
Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato l'invio di altri quattro jet militari Typhoon in Qatar a fronte dell'allargamento del conflitto in Medio Oriente. I caccia si uniranno a uno squadrone della Raf già presente nello Stato del Golfo, alleato chiave di Londra, "per rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e in tutta la regione", ha dichiarato il primo ministro in una conferenza stampa.
Ore 16 – Tajani e Crosetto riferiscono in Senato
Al via la seduta: la diretta su Unione TV
Ore 15.55 – Casa Bianca: «Se necessario Trump farà scortare petroliere nello Stretto di Hormuz»
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che incaricherà la Marina degli Stati Uniti di “scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz” se necessario, secondo quanto affermato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un post su X. Trump, ha ricorodato, "ha già annunciato che la United States Development Finance Corporation fornirà un'assicurazione contro i rischi politici, a un prezzo molto ragionevole, per le petroliere e le navi cargo che operano nel Golfo e nelle sue vicinanze". "State tranquilli: l'intero team energetico del presidente Trump, dalla Casa Bianca al National Energy Dominance Council fino ai Segretari Wright e Bessent, ha pianificato tutto e lo sta facendo con grande impegno", ha scritto la portavoce.
Ore 15.40 – Usa: «La nostra potenza di combattimento continua a crescere»
La capacità dell'Iran di avere un impatto sulle forze statunitensi e sui partner regionali sta "rapidamente diminuendo", mentre la potenza di combattimento americana nella regione continua a crescere. Lo scrive su X Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti.
Ore 15.20 – Starmer: «Regno Unito non si unirà agli attacchi»
"La posizione britannica da lungo tempo è quella migliore per il mondo: negoziare un accordo con l'Iran mentre loro abbandonano le ambizioni nucleari. Il Regno Unito non si unirà agli attacchi all'Iran, è una decisione che è stata presa nell'interesse nazionale e la ribadisco". Così il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer in un punto stampa.
Ore 14.40 – Iran, lanciati droni contro base Usa in Iraq
L'esercito iraniano afferma di aver attaccato una base che ospita truppe statunitensi a Erbil, nel nord dell'Iraq, utilizzando droni da attacco terrestre, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'attacco ha causato "danni significativi", ha riferito l'agenzia.
Ore 14.10 – Beirut: «I Pasdaran che operano in Libano saranno arrestati»
Il governo libanese ha deciso di vietare qualsiasi potenziale attività militare delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e di reimporre l'obbligo di visto per gli iraniani che entrano nel Paese, una misura volta contro il gruppo filo-iraniano Hezbollah. Il Consiglio dei Ministri ha deciso che, in caso di confermata presenza di "membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Libano", avrebbe "proibito ogni attività e arrestato i membri in vista della loro estradizione", ha annunciato il ministro dell'Informazione Paul Morcos.
Ore 14.10 - Meloni in Parlamento l'11 sul Consiglio Ue e l'Iran
"Meloni mi ha comunicato la disponibilità a venire in Parlamento mercoledì 11" marzo, "anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho informato i presidenti di Camera e Senato per verificare se ci sono le condizioni". Lo afferma il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani interpellato in Transatlantico sulla convocazione della capigruppo al termine della votazione delle risoluzioni sull'Iran.
Ore 13.40 – Grandi frammenti di intercettazioni di missili caduti in Cisgiordania
Grossi frammenti di intercettazione di missili iraniani sono caduti a Huwara, a sud di Nablus, in Cisgiordania, durante l'ultimo bombardamento.
Ore 13.30 - Parigi precisa, aerei Usa in basi francesi ma solo sul territorio nazionale
Non sono le basi militari francesi in Medio Oriente ad essere state concesse per l'utilizzo da parte di aerei americani, ma la sola base di Istres, nel territorio nazionale. La precisazione è dello stato maggiore francese. Non sono aerei da combattimento ma aerei di appoggio quelli che, secondo quanto confermato a BFM TV, sono accettati ad Istres nel quadro di "una procedura di routine della Nato". Lo stato maggiore precisa che "tenuto conto del contesto, la Francia ha preteso che gli aerei interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Usa in Iran, ma siano utilizzati strettamente per l'appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione".
Ore 13.20 – Teheran: «Silenzio Paesi Ue su attacchi? Pagheranno prezzo alto»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha avvertito che i paesi dell'Unione Europea “pagheranno un prezzo alto, prima o poi” se rimarranno in silenzio sugli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Baghaei ha rilasciato queste dichiarazioni all'emittente televisiva spagnola TVE.
Ore 13 – Todde: «Rassicurazioni sulla ripartenza dei sardi bloccati in nave a Dubai»
La presidente Todde in questi giorni è rimasta costantemente in contatto con gli ambasciatori italiani in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti per informarsi sulle condizioni dei concittadini sardi. Anche questa mattina ha sentito telefonicamente le autorità ricevendo rassicurazioni sulla ripartenza. La Regione Sardegna ha ribadito la propria disponibilità a fare tutto ciò che è possibile per facilitare il rientro in sicurezza dei concittadini.
Ore 13 – Esercito Iran smentisce l'attacco con droni sull'Azerbaigian
L'esercito iraniano smentisce di aver lanciato un attacco con droni sull'Azerbaigian.
Ore 12.50 – Fortissime esplosioni a Tel Aviv
Ancora sirene a Tel Aviv per altri missili in arrivo su Tel Aviv e la zona centrale di Israele. Lo constata l'Ansa sul posto. Poco dopo si sono sentite fortissime esplosioni.
Ore 12.30 - Macron sente Meloni e Mitsotakis, insieme per invio mezzi militari a Cipro
In uno spirito di solidarietà europea, il Presidente della Repubblica (Emmanuel Macron, ndr) ha preso l'iniziativa questa mattina di telefonare alla presidente del consiglio italiana, Giorgia Meloni, e al primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis": è quanto riferiscono fonti dell'Eliseo aggiungendo:"Hanno concordato di coordinare l'invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale e di collaborare per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso".
Ore 12.20 – Teheran, colpito lo stadio Azadi da 12.000 posti
"Lo stadio da 12.000 posti dell'Azadi Sports Complex di Teheran è stato preso di mira dagli Stati Uniti e dal regime israeliano". Lo annuncia il governo di Teheran sul suo account su X in inglese. Secondo l'Irna la struttura è stata danneggiata e distrutta. Al piano terra della sala, spiega la agenzia, si trovava anche l'ufficio amministrativo del complesso sportivo Azadi.
Ore 12.10 – Il Consiglio Atlantico si riunisce oggi sulla minaccia iraniana
Alla Nato - a quanto si apprende - oggi si riunisce il Consiglio Atlantico, che verrà relazionato sulla capacità difensive missilistiche dell'Alleanza dopo l'episodio di ieri in Turchia. Il focus sarà appunto su come la Nato può affrontare la minaccia posta dall'Iran e dai suoi intermediari, ad esempio in Libano.
Ore 12 – Cremlino: Nessuna richiesta di armi da parte di Teheran
L'Iran non ha chiesto alla Russia alcun tipo di assistenza né armi oltre al sostegno politico fornito da Mosca. Lo afferma il Cremlino, secondo quanto riporta Interfax. "In questo caso non ci sono state richieste da parte iraniana; la nostra posizione coerente è ben nota a tutti e non ci sono stati cambiamenti", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
Ore 11.35 – Azerbaigian, drone anche su una scuola
Secondo il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian oltre a il drone che ha colpito l'aeroporto di Nakhchivan, che si trova a pochissimi chilometri di distanza dal confine con l'Iran, un altro è caduto vicino a una scuola nel villaggio di Shakarabad. La pista dell'aeroporto di Nakhchivan è stata danneggiata a seguito agli attacchi, riferisce il corrispondente di Nakhchivan dell'agenzia azera Apa, a causa dei detriti di un drone che sono caduti sulla pista, danneggiando la superficie asfaltata in diversi punti. Uno dei droni ha colpito il terminal dell'aeroporto, danneggiando l'edificio in modo grave, mentre molti altri sono caduti in punti diversi.
La Repubblica autonoma del Nakhchivan è un'exclave dell'Azerbaigian che confina con Iran, Turchia e Armenia. Iran e Azerbaigian sono Paesi confinanti e le loro relazioni sono complesse per vari motivi. Uno dei punti più critici per Teheran è rappresentato dalla cooperazione tra Azerbaigian e Israele, a vari livelli, anche dal punto di vista energetico, commerciale e della sicurezza.
Ore 11.06 – La Francia dà l’ok all’uso delle sue basi in Medioriente
Gli aerei americani sono stati autorizzati ad utilizzare basi francesi in Medio Oriente. Lo rende noto lo stato maggiore francese.
Ore 10.50 – Mosca: «Dall’Iran nessuna richiesta di aiuto militare»
La Russia non ha ricevuto nessuna richiesta di assistenza militare dall'Iran per far fronte agli attacchi americani e israeliani. Lo ha detto il portavoce del
Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Tass.
Ore 10.25 – Mosca: «Fronte unito per porre fine alla guerra»
La Russia lancia un appello perché si crei «un fronte unito per porre fine alla guerra» nel Golfo Persico e avverte che farà «tutto il possibile» all'interno del Consiglio di Sicurezza e all'Assemblea generale dell'Onu per «creare un'atmosfera che renda completamente impossibile»
l'operazione lanciata contro l'Iran. Lo ha detto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov citato dall'agenzia Ria Novosti.
10.10 – Israele: «Distrutti 300 lanciamissili in Iran»
«Idf ha distrutto circa 300 lanciamissili in Iran. Dall'inizio dell'operazione, l'aviazione militare ha sganciato 4.000 munizioni in tutto l'Iran, in oltre 1.600 missioni di attacco". Lo ha detto il portavoce delle forze armate israeliane.
Ore 9.45 – Droni iraniani in Azerbaigian
L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima exclave dell'Azerbaigian. Lo riferisce l'agenzia governativa azera Apa, aggiungendo che altri droni sono caduti «in altri luoghi» del Paese, senza fornire ulteriori dettagli. Video sul posto mostrano ingenti danni e colonne di fumo nero.
Ore 9.20 – Esplosioni in Qatar e in Bahrein
Esplosioni nella capitale del Qatar, Doha, e in quella del Bahrein, Manama. Lo riferisce Afp. I Paesi del Golfo sono stati bersaglio di ripetute ondate di droni e attacchi missilistici iraniani nel quadro delle ritorsioni di Teheran agli attacchi israelo-statunitensi.
Ore 9 – Iran: «Colpita una petroliera Usa nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato. Anche l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmtona parla di una petroliera colpita da una «grande esplosione» al largo del Kuwait e di una fuoriuscita di greggio in mare.
Ore 8.57 – Attacchi di Israele in Libano: sei morti
Sei membri di due famiglie sono stati uccisi in attacchi aerei nel Libano meridionale, mentre l'esercito israeliano rinnova l'ordine di evacuare ampie zone del sud del Paese, secondo quanto riportato dai media statali.
Ore 8.30 – Meloni: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci»
«Oggi non abbiamo nessuna richiesta per le basi e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni ai microfoni di Radio Rtl 102.5 «Preoccupa il conflitto – ha aggiunto -, in particolare con la reazione scomposta dell'Iran, sta sostanzialmente bombardando tutti i paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano, comporta un rischio di escalation che può avere conseguenze imprevedibili. E sono ovviamente preoccupata per le ripercussioni sull'Italia».
Ore 8.20 – Iran: «Nessun missile verso la Turchia»
Lo Stato Maggiore dell'esercito iraniano ha negato che «sia stato lanciato un missile verso il territorio turco», aggiungendo che «rispettiamo la sovranità della vicina Turchia». Inoltre, secondo quanto riportano i media iraniani, il vicecomandante del quartier generale Khatam al-Anbiya ha affermato che «siamo pronti a continuare la guerra e non ci interessa quanto durerà, finché non raggiungeremo i nostri obiettivi»”.
Ore 8.02 – Rientrati in Italia dagli Emirati circa 200 italiani
Secondo quanto confermano fonti della Farnesina, nella notte sono arrivati a Ciampino due voli dagli Emirati - uno da Abu Dhabi, uno da Dubai - con a bordo in totale 192 italiani che rientrano dall'area direttamente interessata dalla guerra.
Ore 7.57 – Iran: «Gli Usa si pentiranno amaramente»
Gli Stati Uniti «si pentiranno amaramente» del precedente creato con l'affondamento di una nave iraniana. Lo scrive su X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi. «Gli Stati Uniti hanno perpetrato un'atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato».
Ore 7.10 – Nuovi raid israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran. Nelle ore precedenti l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che erano state udite diverse esplosioni nella capitale ed erano state "attivate le difese”.
Ore 6.59 – Usa: bocciata la risoluzione dem per fermare la guerra
La risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare americana contro l'Iran è stata bocciata dal Senato degli Stati Uniti. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli.
(Unioneonline)
