Iran: «Colpita una petroliera Usa nel Golfo». Meloni: «Nessuna richiesta per le basi. Non vogliamo entrare in guerra»
Sesto giorno di conflitto. Macron sente Trump e Netanyahu. Italia pronta a inviare aiuti agli Emirati: Tajani e Crosetto riferiscono al ParlamentoSesto giorno di guerra tra Usa, Israele e Iran. Nella notte nuovi lanci di missili incrociati fra Teheran e lo Stato ebraico, mentre trapela la notizia che le milizie curde dell’Iraq potrebbero avviare un’azione via terra in territorio iraniano (per conto degli Usa?).
Timori per il possibile coinvolgimento dell’Europa: ieri un missile iraniano diretto a Cipro ha deviato verso la Turchia ed è stato abbattuto dalle difese della Nato. Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio telefonico sia con il presidente Usa Donald Trump sia con il premier israeliano Netanyahu, a cui ha chiesto uno «stop all’escalation». Tiene inoltre banco la polemica tra Usa e Spagna, dopo che il premier Sanchez ha negato le basi agli Stati Uniti, suscitando l’ira di Washington. Quanto all’Italia, i ministri Tajani e Crosetto riferiranno oggi in Parlamento «sulla evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo». L’Italia, ha spiegato la premier Meloni, «intende mandare aiuti di difesa aerea a Paesi Golfo», ma «non siamo in guerra e non vogliamo entrarci». E sulle basi: «Nessuna richiesta».
Le notizie in diretta di giovedì 5 marzo
Ore 9 – Iran: «Colpita una petroliera Usa nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato. Anche l’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmtona parla di una petroliera colpita da una «grande esplosione» al largo del Kuwait e di una fuoriuscita di greggio in mare.
Ore 8.57 – Attacchi di Israele in Libano: sei morti
Sei membri di due famiglie sono stati uccisi in attacchi aerei nel Libano meridionale, mentre l'esercito israeliano rinnova l'ordine di evacuare ampie zone del sud del Paese, secondo quanto riportato dai media statali.
Ore 8.30 – Meloni: «Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci»
«Oggi non abbiamo nessuna richiesta per le basi e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni ai microfoni di Radio Rtl 102.5 «Preoccupa il conflitto – ha aggiunto -, in particolare con la reazione scomposta dell'Iran, sta sostanzialmente bombardando tutti i paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano, comporta un rischio di escalation che può avere conseguenze imprevedibili. E sono ovviamente preoccupata per le ripercussioni sull'Italia».
Ore 8.20 – Iran: «Nessun missile verso la Turchia»
Lo Stato Maggiore dell'esercito iraniano ha negato che «sia stato lanciato un missile verso il territorio turco», aggiungendo che «rispettiamo la sovranità della vicina Turchia». Inoltre, secondo quanto riportano i media iraniani, il vicecomandante del quartier generale Khatam al-Anbiya ha affermato che «siamo pronti a continuare la guerra e non ci interessa quanto durerà, finché non raggiungeremo i nostri obiettivi»”.
Ore 8.02 – Rientrati in Italia dagli Emirati circa 200 italiani
Secondo quanto confermano fonti della Farnesina, nella notte sono arrivati a Ciampino due voli dagli Emirati - uno da Abu Dhabi, uno da Dubai - con a bordo in totale 192 italiani che rientrano dall'area direttamente interessata dalla guerra.
Ore 7.57 – Iran: «Gli Usa si pentiranno amaramente»
Gli Stati Uniti «si pentiranno amaramente» del precedente creato con l'affondamento di una nave iraniana. Lo scrive su X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi. «Gli Stati Uniti hanno perpetrato un'atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato».
Ore 7.10 – Nuovi raid israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran. Nelle ore precedenti l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che erano state udite diverse esplosioni nella capitale ed erano state "attivate le difese”.
Ore 6.59 – Usa: bocciata la risoluzione dem per fermare la guerra
La risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare americana contro l'Iran è stata bocciata dal Senato degli Stati Uniti. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli.
(Unioneonline)