La Spagna ha accettato di «cooperare» con l’esercito Usa nella guerra in Iran. Anzi no.

Continua lo scontro verbale tra Washington e Madrid dopo che ieri Donald Trump ha minacciato l’embargo per la Spagna , rea di aver negato l’utilizzo delle sue basi per gli attacchi all’Iran.

«Credo che ieri la Spagna abbia capito forte e chiaro il messaggio del presidente e, da quanto ho capito, nelle ultime ore hanno accettato di collaborare con l’esercito Usa», ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Immediata la smentita «categorica» di Madrid. «Smentico categoricamente. Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca», ha detto il ministro spagnolo degli esteri, José Manuel Albares, negando di aver autorizzato l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota agli Stati Uniti. «C'è un accordo bilaterale e al di fuori del quadro di questo accordo non ci sarà l'uso delle basi», ha tagliato corto Albares. «Voglio rassicurare gli spagnoli, la nostra posizione resta invariata», ha concluso.

In mattinata il premier spagnolo Sanchez aveva replicato molto duramente alle minacce di Trump: «Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare alla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone», chiedendo alle potenze coinvolte di «cessare immediatamente le ostilità e puntare su dialogo e diplomazia». 

«Siamo contrari a questo disastro, la nostra posizione è no alla guerra. Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e ai nostri interessi, semplicemente per paura di ritorsioni», aveva aggiunto, facendo un chiaro riferimento alle frasi di ieri di Donald Trump.

(Unioneonline/L)

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