«Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in aula alla Camera facendo il punto sulla guerra tra Usa e Iran.

In Medioriente – ha aggiunto Tajani – «sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree della crisi e «la sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000». «Alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell'Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste».

Alla Camera ha riferito anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro», ha proseguito il ministro. 

Sui militari dispiegati in Medioriente, Crosetto ha spiegato: «Avevamo 2.576 persone nell'area interessata prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l'Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l'Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale».

In Libano – dove sono presenti con la missione Unifil anche i militari della Brigata Sassari – «stiamo valutando attentamente la situazione e  siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale

per eventuali evacuazioni».

«Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro – ha aggiunto Crosetto – ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato».

(Unioneonline/l.f.)

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