Fiato sospeso con la speranza inossidabile di poter tornare presto a casa. Sono ore di apprensione quelle che stanno vivendo gli italiani (e i tanti sardi) bloccati a Doha e Dubai: tra loro chi si trovava in crociera nella metropoli emiratina e chi, invece, ha raggiunto la città da altri paesi ed è in attesa di un volo per rientrare in Italia. Per i crocieristi fermi a Dubai quella appena trascorsa è la terza notte d’attesa. I passeggeri – tra loro anche oltre una decina di cagliaritani – non hanno ancora notizie sulla data del possibile ritorno. L’ultima comunicazione del comandante, arrivata a metà mattinata, non ha portato sostanziali novità. Da parte dello staff a bordo dell’Msc Euribia è arrivato l’invito a rimanere in nave o nella stazione marittima: meglio non avvicinarsi a Dubai.

La notte è trascorsa tranquilla, senza sentire le esplosioni dei giorni scorsi, ma cresce la voglia di tornare a casa e quella di avere «date o garanzie per il ritorno». Ieri i passeggeri sono stati invitati dallo staff della nave a compilare il modulo predisposto su richiesta dell’ambasciata e del consolato, per registrare i propri dati sull’app Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri. Come racconta Giovanni Melis, uno dei crocieristi bloccati: «I passeggeri fanno un po’ la spola con il terminal a terra, giusto per smorzare la tensione. Sullo sfondo vediamo la città: il traffico sembra abbastanza regolare. I taxi sono parcheggiati e c’è poco movimento perché la gente ha paura e non si allontana. Se non altro, almeno, non abbiamo sentito esplosioni. In nave si mantiene la calma, però si aspetta sempre di sentire qualche comunicazione ufficiale con indicazioni certe, perché le persone vogliono rientrare a casa».

Resta sospeso anche il fiato di Gianluigi Spano, bloccato a Doha di rientro da un viaggio nello Sri Lanka con un’altra coppia di sardi. «Purtroppo qui non ci sono novità. Abbiamo sentito le interviste del ministro Tajani, che parla del trasferimento di chi è bloccato a Dubai tramite bus in Oman o altri aeroporti, mettendo a disposizione un link per la prenotazione dei trasferimenti». Ma il nodo sembra difficile da sciogliere. «Qui abbiamo chiamato anche al numero messo a disposizione dalla Task Force, ma le risposte sono vaghe e senza speranza di risoluzione nel breve. Nel frattempo continuiamo a sentire i bombardamenti e tutta la notte gli aerei militari che passano sopra Doha. Sinceramente ci saremmo aspettati una visita negli alberghi dove sono sistemati gli italiani da parte dei funzionari dell’ambasciata».

(Unioneonline/v.f.)

© Riproduzione riservata