«Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte, ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L'hanno pestato a morte», anche mentre era a terra.

A parlare è Sara Tognocchi, massese di 47 anni, compagna di Giacomo Bongiorni, l'uomo ucciso sabato sera in piazza Palma, a Massa (Massa Carrara), in un'intervista al Corriere della Sera. A luglio si sarebbero dovuti sposare e andare a vivere in una nuova casa.

«Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, c'era anche mio fratello Gabriele con suo figlio - ricostruisce -. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21:30. In piazza Palma c'era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto ‘ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male'. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente».

Ma i balordi, racconta la donna, «hanno circondato prima mio fratello e poi Giacomo. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra. Hanno smesso solo quando si sono resi conto che l'avevano ammazzato. A quel punto e solo a quel punto sono scappati, io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: 'Babbo, alzati. Per favore alzati'. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra. Non ci credo ancora che sia morto sotto gli occhi di chi lo amava. Sotto gli occhi miei e quelli di suo figlio, che poi, per lo choc, è stato portato in ospedale. E questo per cosa?».

Tre giovani sono stati arrestati per omicidio volontario: un minorenne e due ragazzi romeni di 19 e 23 anni, Ionut Alexandru Miron e Eduard Alin Carutasu.

(Unioneonline)

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