L’Italia venerdì scorso ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella per l’atterraggio di bombardieri.

Lo riporta il Corriere e la notizia è stata confermata da fonti informate. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo che i piani di volo di alcuni asset aerei Usa prevedevano l’atterraggio a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente, ma nessuno aveva chiesto l’autorizzazione né consultato i vertici militari italiani, comunicando i piani solo mentre gli aerei erano già in volo.

Una volta accertato che non si trattava di voli normali o logistici, compresi nel trattato Usa-Italia, Portolano su mandato diretto del ministro ha informato gli Usa: quegli aerei non possono atterrare a Sigonella, perché non autorizzati e senza alcuna consultazione preventiva.

D’altronde proprio Crosetto, in Parlamento, si era impegnato a far passare dal Parlamento «ogni operazione che non rientri nei trattati e debba quindi essere autorizzata».

Un diniego che potrebbe creare un caso diplomatico come quello che avvenne nel 1985 quando al Governo c’era Bettino Craxi, alla Casa Bianca Ronald Reagan. A quanto si apprende, però, non ci sarebbero state reazioni o proteste da parte di Washington.

Le reazioni

Decisione «giusta e corretta» secondo il leader di Azione Carlo Calenda, per il quale «non c’è ragione di un approccio sottomesso nei confronti degli Usa». «Meloni – ha aggiunto Calenda a Skytg24 – ha pagato la vicinanza assurda a Trump, spero che l’esito del referendum imprima una svolta al governo per la costruzione di un’Europa sempre più forte. Ricordo che Trump ci ha dato dei codardi, non possiamo accettare di essere calpestati».

Giuseppe Conte, M5s: «Doveroso il no ai bombardieri americani all'utilizzo delle nostre basi. Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione. Ora il governo faccia un passo in più anch'esso dovuto: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quegli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale».

«Atto dovuto» invece per il leader di Avs Angelo Bonelli, che chiede al Governo di andare oltre. «Il Governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l'ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l'Iran. L'Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese. Per questo dico che bisogna avere il coraggio di fare un passo in più, prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare».

(Unioneonline/L)

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