Neonato morto nella culla termica: prete patteggia un anno di reclusione
Il tecnico che installò i macchinari sarà processato il 3 giugnoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Don Antonio Ruccia patteggia una pena (sospesa) a un anno di reclusione. Il prete della chiesa San Giovanni Battista di Bari era finito a processo per omicidio colposo, a seguito del ritrovamento del corpo senza vita di un neonato all’interno del locale adibito a culla termica della parrocchia.
La mattina del 2 gennaio 2025 il piccolo morì per ipotermia, poco tempo dopo essere stato abbandonato nella culla termica da una persona che non è mai stata identificata. L'inchiesta per abbandono di minore è stata archiviata nei mesi scorsi.
Ruccia, attraverso il suo avvocato, ha riproposto il patteggiamento davanti alla giudice monocratica Luna Calzolaro, che lo ha ratificato in udienza. La prima richiesta di patteggiamento a tre mesi era stata respinta dal gup, che aveva giudicato la pena “non congrua”.
Al processo, in programma il prossimo 3 giugno, ci sarà soltanto il tecnico Vincenzo Nanocchio, l'elettricista che nel 2014 installò i macchinari presenti nel locale a supporto della culla termica tra cui il sistema di allarme e il climatizzatore. Secondo l'accusa, la culla non era dotata di adeguate misure che consentissero di allertare i soccorsi.
Come riportato dagli accertamenti tecnici compiuti, infatti, il sistema, che avrebbe dovuto far partire una chiamata al cellulare del parroco e attivare il riscaldamento della culla una volta rilevato il peso del bimbo, non funzionò. Inoltre, fu accertato che dal climatizzatore presente nella stanza usciva solo aria fredda.
(Unioneonline/n.s.)
