Non è in grado di partecipare al processo e non è socialmente pericoloso.

Così i periti incaricati dal gip Alessandro Moneti in vista dell'udienza del 25 marzo, secondo quanto riportano oggi il Corriere Fiorentino e La Nazione, sul caso del 37enne Lorenzo Innocenti che più di un anno fa, esattamente l’8 febbraio 2025, uccise la propria compagna, Eleonora Guidi, aggredendola nella cucina della loro casa di Rufina (Firenze) con 24 coltellate alla schiena

A dare l'allarme fu il padre di Innocenti che, sentendo delle grida provenire dall’appartamento comunicante, aveva raggiunto la coppia, trovando il figlio sporco di sangue e con il coltello ancora in mano. Innocenti si era poi gettato dal terrazzo del secondo piano, senza che il padre riuscisse a fermarlo. A distanza di un anno da quella caduta, l’uomo non può essere processato: avrebbe riportato gravi lesioni e sarebbe soggetto a numerose amnesiedeficit di linguaggio e difficoltà nel ragionamento.

«La condizione — è la conclusione a cui sono arrivati lo psichiatra Rolando Paterniti, la neurologa Antonella Notarelli e il medico legale Beatrice Defraia — potrebbe risultare temporanea e suscettibile di miglioramento a seguito di percorso riabilitativo in un centro specializzato per almeno 12 mesi, dopo i quali si ritiene opportuna una rivalutazione dello stato neuropsicologico».

Di parere opposto i consulenti della famiglia della vittima: «Innocenti ha colpito Eleonora con ben 24 fendenti dimostrativi di inaudita ferocia, per di più in presenza del figlio minore — scrivono il neurologo Sandro Sorbi, il medico legale Aurelio Bonelli e lo psichiatra Stefano Berrettini — in assenza di alcuna nota patologia neurologica e psichiatrica, siamo di fronte a un soggetto incapace di controllare le sue pulsioni aggressive e, quindi, estremamente pericoloso».

Le condizioni di Innocenti - che a seguito del tentato suicidio è stato in coma e ora è ricoverato all'ospedale di Ponte a Niccheri senza alcuna restrizione - saranno rivalutate tra 12 mesi, riferisce La Nazione. «Parla, si muove, gira libero in ospedale ma non lo vogliono processare. È uno scandalo. Qualcuno ci dovrà spiegare se d'ora in poi per salvarsi dall'accusa di femminicidio sia sufficiente fare una sceneggiata buttandosi dal balcone - le parole di Elisabetta, sorella di Eleonora, al Corriere Fiorentino -. Dopo la morte di mia sorella abbiamo preso solo calci. A lui non sono stati neppure sequestrati i beni in favore del bambino, nonostante venga sempre fatto dopo i femminicidi quando c'è di mezzo un minore. E non c'è stata ancora neppure la formalizzazione dell'affidamento. Siamo in un limbo insopportabile».

(Unioneonline/n.s.)

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