Biennale di Venezia, il ministro Giuli chiede le dimissioni di Gregoretti: aveva detto sì al ritorno della Russia
La replica: «Sono serena, ho agito in osservanza dello Statuto»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non è stato digerito il via libera alla presenza degli artisti russi alla Biennale di Venezia. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha chiesto le dimissioni di Tamara Gregoretti, rappresentante del Mic all’interno del Consiglio di amministrazione della Biennale.
A dare la notizia è stato proprio il Ministero, attraverso una nota ufficiale: «Gregoretti, nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024, non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione».
La stessa Gregoretti si era espressa a favore della riapertura del Padiglione russo, in totale disaccordo con la posizione del ministro Giuli, contrario alla decisione del presidente della Biennale (Pietrangelo Buttafuoco) di accogliere Mosca, dopo una sospensione che andava avanti da 4 anni.
Sulla questione si era espresso, nei giorni scorsi, anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, in occasione della la presentazione dell’accordo di collaborazione per il “Polo del Mare” all’Arsenale. «La Biennale è una istituzione indipendente e libera. Siamo in democrazia, non in una dittatura. Siamo per l’Ucraina senza se e senza ma. C’è l’Ucraina, uno stato aggredito, e c’è uno stato aggressore. Altra cosa è il popolo russo, con cui non siamo in guerra. Venezia è un luogo di libertà. Noi non possiamo muoverci come fanno le dittature, perché siamo una democrazia. In un luogo di cultura dobbiamo ascoltare e dialogare. Dicono che ‘chiunque tocca il mare, tocca il mondo’. La nostra non è assolutamente una scelta politica di parte, ma è una scelta che rivendichiamo come difesa della democrazia, della nostra democrazia».
«Sono serena e non ho intenzione di dimettermi, in quanto sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale di Venezia e dell'autonomia dell'istituzione», la replica di Gregoretti.
(Unioneonline/n.s.)
